NEVE a bassa quota dal 16 al 18: le aree coinvolte
Torna la neve su alcuni settori del Paese a partire da venerdì 16. Scopri dove.

Una nuova fase di maltempo a carattere tardo‑autunnale si prepara a raggiungere l’Italia tra venerdì 16 e domenica 18, quando una sacca d’aria fredda insisterà a ridosso dell’arco alpino nonostante una circolazione più mite dai quadranti meridionali. Il contrasto tra le due masse d’aria favorirà il ritorno della neve sulle Alpi, in particolare sui settori occidentali, dove i fiocchi potranno spingersi anche a quote relativamente basse per il periodo, anche temporaneamente sotto i 1.000m.
Ecco infatti una mappa del modello ECMWF su base grafica wxchart a 1500m che indica il posizionamento dell’isoterma di zero gradi sabato 17:

Neve fino a 800-900 metri sulle Alpi occidentali
Le condizioni più favorevoli alle nevicate riguarderanno Piemonte e Valle d’Aosta, dove il limite pioggia‑neve potrà scendere a tratti fino a 800-1.000 metri, localmente anche più in basso nelle vallate più strette in caso di precipitazioni intense, anche se in media rimarranno intorno ai 1.000-1.100m.
Le località più esposte a nevicate abbondanti saranno:
- Limone Piemonte (spesso bagnata o mista a pioggia)
- Sestriere (neve abbondante e farinosa)
- Bardonecchia (a tratti bagnata o mista a pioggia)
- Cogne
- Cervinia (neve abbondante e farinosa)
- Gressoney
- Macugnaga/Alagna
- Alta Val Formazza
Su questi settori sono attesi accumuli significativi tra sabato e domenica, con fiocchi generosi e scenari pienamente invernali principalmente oltre i 1.500-1.600m.
Ecco una prima ipotesi del modello ECMWF su base Wxcharts che mostra le precipitazioni previste ed indica le aree in cui saranno maggiormente possibili le nevicate oltre gli 800-1.000m:

Quote più alte altrove
Spostandosi verso il resto dell’arco alpino, il limite della neve si manterrà più elevato, oscillando mediamente tra 1.200 e 1.400 metri. Sull’Appennino, invece, la quota neve resterà decisamente alta, oltre i 2.000 metri, con fenomeni più sporadici e meno rilevanti.
Precipitazioni più deboli sui settori orientali
Le Alpi centro‑orientali vedranno probabilmente fenomeni più modesti, specie sull’Alto Adige, sia per intensità sia per accumulo. Qui la perturbazione secondo questo modello avrà effetti più attenuati e la neve si presenterà solo oltre le quote medie.
Sintesi finale
Tra il 16 e il 18 del mese l’Italia vivrà una fase meteo dinamica: aria fredda a ridosso delle Alpi e correnti miti meridionali daranno vita a nevicate a tratti anche sotto i 1.000m soprattutto sulle Alpi occidentali, con accumuli importanti oltre i 1.500-1.700m tra Piemonte e Valle d’Aosta. Quote più elevate e fenomeni un po’ più deboli sul resto dell’arco alpino e soprattutto sull’Appennino.
Affidabilità della previsione: 70% (medio-alta) — la dinamica è abbastanza chiara, ma la precisione delle quote neve dipenderà dall’intensità delle precipitazioni e dalla reale presenza locale dell’aria fredda.
Inoltre altri modelli indicherebbero nevicate ugualmente rilevanti anche sull’arco alpino centrale e orientale: torneremo ad occuparcene nei prossimi articoli.

