NEVE in pianura: in arrivo nella terza decade di gennaio?
Il grande freddo si ritira sull’Est Europa, mentre sull’Italia torna una mitezza perturbata. Ma il finale di mese potrebbe cambiare le carte in tavola.

Il gelo si rintana a Est: l’anticiclone russo domina la scena
Il grande freddo non abbandona l’Europa, ma si concentra con decisione sull’Est, dove l’anticiclone russo continuerà a mantenere condizioni di gelo intenso per molti giorni. Una massa d’aria gelida vasta e compatta, pronta a intervenire qualora la configurazione barica dovesse mutare.
Per l’Italia, almeno inizialmente, questo significa restare ai margini del vero inverno, pur con un potenziale freddo “in agguato” sul fianco orientale del continente.
Italia tra mitezza e maltempo: un autunno fuori stagione
La Penisola vivrà una fase decisamente anomala per metà gennaio: non un anticiclone stabile, ma una mitezza umida e perturbata, più simile a un autunno avanzato che a un inverno maturo.
- Temperature sopra media, con valori spesso tiepidi per il periodo.
- Cieli grigi e umidi, con scarsa escursione termica.
- Piogge frequenti, a tratti insistenti, soprattutto al Centro-Nord.
Una mitezza “sporca”, dunque, lontana dalle classiche giornate limpide da alta pressione invernale.
16–21 gennaio: depressione radicata e maltempo diffuso
Il cuore della fase perturbata si concentrerà tra il 16 e il 21 gennaio, quando una depressione mediterranea tenderà a stabilizzarsi sul bacino, rinnovando condizioni di maltempo su gran parte del Paese.
- Piogge diffuse e localmente abbondanti
- Venti sostenuti, con scirocco e libeccio protagonisti
- Mareggiate sui settori esposti
- Rischio idrogeologico locale nelle aree più vulnerabili
Un periodo dinamico, bagnato, con accumuli importanti soprattutto dove i fronti perturbati insisteranno più a lungo.
Neve sì, ma solo sulle Alpi: pianure e Appennino troppo miti
In questo contesto termico, la neve troverà spazio quasi esclusivamente sull’arco alpino, dove le precipitazioni saranno frequenti e le temperature in quota abbastanza favorevoli.
- Nevicate abbondanti alle medie e alte quote alpine
- Accumuli significativi per il manto nevoso stagionale
- Zero termico elevato altrove, con pioggia fino in montagna sull’Appennino
Le pianure resteranno escluse: troppo miti le temperature per vedere fiocchi, anche durante i passaggi più intensi.
Dal 24 gennaio: depressione isolata e richiamo freddo da Est
La possibile svolta potrebbe arrivare nella terza decade di gennaio. La depressione mediterranea potrebbe isolarsi ulteriormente, trasformandosi in un minimo semi-stazionario capace di interagire con l’anticiclone russo. Ecco lo schema barico previsto da alcune emissioni del modello GFS:

Questo assetto favorirebbe:
- Richiami di aria più fredda da est/nord-est
- Progressivo calo termico anche sull’Italia
- Blocco del flusso atlantico, con scambi meridiani più marcati
Una dinamica che potrebbe riportare un sapore più invernale anche sulla Penisola.
Fine gennaio: il freddo può tornare, ma con modalità da definire
Nella parte finale del mese, una porzione del gelo accumulato sull’Est europeo potrebbe essere risucchiata verso ovest, coinvolgendo anche l’Italia. Ecco una mappa termica prevista per il 26 gennaio a 1500m che evidenzia il tentativo di retrogressione fredda da est:

Le conseguenze possibili:
- Raffreddamento più deciso, percepibile anche al suolo
- Maggiore spazio per la neve a quote più basse, almeno localmente e soprattutto al nord
- Persistenza di instabilità, con scenari più invernali rispetto alla fase precedente
La distanza temporale impone prudenza: i dettagli su eventuali nevicate in pianura restano da verificare. Ecco la media termica del modello GFS per lo stesso intervallo temporale, chiaramente meno severa, ma trattasi pur sempre di una media:

🧭 Sintesi finale
- Il grande freddo si concentra sull’Est Europa, protetto dall’anticiclone russo.
- L’Italia vive una fase mite e perturbata, con piogge frequenti e temperature sopra media.
- Tra il 16 e il 21 gennaio atteso un periodo di maltempo intenso.
- Neve abbondante sulle Alpi, ma pianure e Appennino restano troppo miti.
- Dal 24 gennaio possibile svolta: depressione isolata e richiamo freddo da Est. Attendibilità attuale bassa: 25-30%
- Nel finale di mese il freddo potrebbe tornare a coinvolgere l’Italia, con scenari più invernali ancora da definire.
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