Arriverà la primavera a fine mese al Centro e al Sud
In arrivo più le rondini che la Merla. L'Atlantico introdurrà aria molto mite al centro-sud.

Italia divisa: Centro‑Sud verso una fase molto mite, Nord‑Ovest ancora invernale
L’ultima decade di gennaio si prepara a mostrare un’Italia meteorologicamente spaccata in due. Mentre il Nord‑Ovest conserverà un profilo più freddo, con la possibilità di brevi nevicate a quote basse, il resto del Paese vivrà una fase sorprendentemente mite, quasi primaverile, destinata a protrarsi per diversi giorni.
Libeccio, Ostro e Scirocco: i venti miti che cambiano il volto di gennaio
A dominare la scena sarà un robusto richiamo di correnti sud‑occidentali e meridionali — Libeccio, Ostro e Scirocco — capaci di trasportare aria molto più temperata verso il Mediterraneo centrale. Tra mercoledì 28 e sabato 31 gennaio, le temperature diurne potranno raggiungere 16–17°C su molte località del Centro e del Sud, con punte anche superiori lungo le coste tirreniche e nelle zone interne più riparate.
Un’anomalia termica marcata, che si inserisce in un contesto europeo dominato da un flusso atlantico vivace e da un vortice polare tutt’altro che collaborativo per chi attende il vero inverno.
Ecco l’anomalia termica vista dal modello GFS a 1500m fra il 28 e il 29 gennaio in Europa con il solito sotto media termico sulla Scandinavia (che da lì non si muove) e il perentorio rialzo ben sopra la media anche di 8°C sul centro-est Europa e di 4-5°C sul nostro Paese, salvo sul nord, base grafica Meteociel:

Nord‑Ovest: cuscino freddo resistente e rischio neve a bassa quota
In controtendenza rispetto al resto del Paese, il Nord‑Ovest continuerà a beneficiare di un modesto serbatoio di aria fredda anche nei bassi strati. Qui, tra Piemonte, entroterra ligure e parte della Lombardia, non si esclude la possibilità di fioccate a quote collinari o persino di pianura, specie durante i passaggi perturbati più incisivi.
Si tratterà comunque di episodi brevi e localizzati, destinati a lasciare spazio anche qui a un graduale rialzo termico.
Il grande freddo resta lontano: Scandinavia e Nord America sotto assedio
Il gelo vero, quello capace di plasmare un inverno europeo, rimane confinato in Scandinavia, dove le temperature stanno registrando valori eccezionalmente bassi, e in Russia, colpita da ondate fredde più intense della media stagionale.
Ma il cuore dell’inverno 2025‑26, ancora una volta, si sta consumando sull’altra sponda dell’Atlantico:
- Canada
- Stati Uniti orientali
continuano a essere bersagliati da bufere di neve, blizzard e temperature da freezer, in un copione ormai familiare degli ultimi anni.
L’illusione di una stagione diversa, favorita da un vortice polare più disturbato, sta dunque svanendo: le dinamiche atmosferiche hanno scelto ancora una volta di penalizzare l’Europa meridionale, lasciandola ai margini del grande gelo.
Uno sguardo a febbraio
Almeno per l’inizio di febbraio, non si intravedono segnali di un cambio di passo significativo: l’Europa centro‑meridionale resterà esposta a correnti miti e umide, mentre il freddo continuerà a concentrarsi lontano dal Mediterraneo.
Eventuali sorprese legate al vortice polare non sono escluse, ma al momento non emergono indicazioni solide in tal senso. Come sempre, eventuali evoluzioni verranno monitorate e comunicate tempestivamente.
IN SINTESI
L’Italia si avvia verso una fase perturbata ma marcatamente mite al Centro‑Sud, con valori termici quasi primaverili tra il 28 e il 30 gennaio, mentre solo il Nord‑Ovest conserverà un’impronta invernale, con possibili nevicate a bassa quota. Il grande freddo resta confinato tra Scandinavia, Russia e Nord America, lasciando l’Europa meridionale ai margini dell’inverno. Per un cambio di scenario bisognerà attendere almeno la fine della prima decade di febbraio, nella speranza che il vortice polare decida finalmente di sorprendere, regalando il classico colpo di coda stagionale, ma è solo un’ipotesi.

