NEVE in pianura tra il 23 e il 24: le regioni coinvolte
Modelli un po' divergenti sulla localizzazione delle nevicate in pianura previste tra venerdì 23 e sabato 24. Un articolo molto dettagliato, con aree coinvolte e probabilità di neve sulle varie località.

Non è arrivata una grande irruzione fredda da est a preparare il terreno alle nevicate previste tra il 23 e il 24 gennaio sul settentrione, altrimenti i modelli matematici spalmerebbero di neve tutta la Valpadana.
Invece come sempre il freddo è poco e la localizzazione delle nevicate non è facile, perché le temperature risulteranno piuttosto al limite.
C’è innanzitutto una problematica legata alla sinottica. C’è il modello GFS su base grafica Meteologix, che prevede la formazione di un minimo depressionario sul Mar Ligure in grado di richiamare venti di Scirocco e di limitare la neve in pianura al solo Piemonte o quasi, come si vede in questa mappa con la sommatoria dei fenomeni nevosi sino al pomeriggio di sabato 24 gennaio, che però riteniamo piuttosto ottimistica:

Come vedete il richiamo sciroccale alza le temperature sulla Valpadana centro orientale e limita tutta la fenomenologia nevosa laddove non solo c’è un imbuto geografico, ma resistono anche le termiche adatte alla neve, perché lì lo Scirocco non riesce a scaldare l’aria.
A supportare questa ipotesi è il lam (modello ad area limitata) MRF, sviluppato comunque su dati GFS su base grafica Meteologix, che limita ancor più la localizzazione delle nevicate al basso Piemonte, oltre che naturalmente all’arco alpino, tagliando completamente fuori l’Appennino ligure e tutte le località poste sotto i 300m:

Il modello ECMWF invece prevede una prevalenza di correnti sud occidentali, con nevicate ad intermittenza anche in pianura su alcuni settori del nord, anzi più sulla Lombardia e la Liguria che sul Piemonte, poiché il Libeccio è schermato dall’Appennino e non si infila con la sua umidità sul Piemonte, salvo sul settore orientale, ecco la mappa, sempre su base grafica Meteologix:

Qui le nevicate coinvolgono soprattutto le Orobie e la Valtellina, parte del basso Trentino, l’Appennino ligure, ma parte della Valpadana lombarda viene cosparsa di un leggero velo bianco di 1-2cm, così come parte dell’Emilia occidentale.
Più dettagliato e preciso è anche il riferimento del LAM tratto dallo stesso modello SWISS 4×4, che evidenzia un corridoio nevoso tra Liguria e Lombardia, Milano compresa, una previsione che trova una logica nella disposizione delle correnti prevista dal modello ECMWF, verosimile anche se un po’ troppo ottimistica da Pavia verso nord, dove il cuscino freddo dovrebbe venire scalzato presto :

Non guardate i colori che tendono al rosso perché si tratta di copertura nevosa derivante da nevicate pregresse, ma osservate il canale azzurro e in generale la Pianura Padana.
Dunque, chi avrà ragione?
Ci sono anche terze vie, molti modelli ad area limitata vedono coinvolte le sole zone alpine, dell’Appennino ligure e al limite il cuneese, lasciando la pianura totalmente senza un fiocco di neve. In effetti non farà sufficientemente freddo in pianura ma qualche mappa in quota ci segnala la presenza a 1400m di valori sino a -3°C e con il rovesciamento dell’aria fredda al suolo indotto dai rovesci, qualche momento di neve misto a pioggia comunque non si esclude, ecco i valori secondo ECMWF su base grafica Meteologix:

Tabella Previsioni Neve Aggiornata (per 23-24 Gennaio 2026)
| Località (Altitudine) | Probabilità Neve | Tendenza e Note Tecniche |
| Cuneo (534 m) | 85% | Neve a tratti bagnata, accumuli previsti oltre 3-5 cm. |
| Se (2035 m) | 99% | Neve abbondante (oltre 40 cm). Bufere possibili. |
| Aosta (583 m) | 60% | Neve debole e bagnata |
| Mondovì (395 m) | 85% | Neve molto probabile, accumulo previsto ~5 cm. |
| Cairo Montenotte (338 m) | 85% | Effetto tramontana scura: neve sicura nell’entroterra Ligure di ponente. |
| Domodossola (272 m) | 55% | Neve mista a pioggia o pioggia mista a neve, al limite |
| Varese (382 m) | 65% | Neve nella notte; sabato mattina rischio neve bagnata. |
| Milano (122m) | 15% | Al massimo pioggia mista a neve ma quasi certamente pioggia, specie in città |
| Torino (239m) | 25% | Difficile vedere nevicare ma non impossibile |
| Biella (420 m) | 60% | Fiocchi probabili in centro, accumuli certi in collina. |
| Alessandria (272 m) | 70% | Neve in arrivo sabato mattina dal settore appenninico. |
| Asti (123 m) | 60% | Al limite: possibile pioggia mista a neve o neve debole. |
| Alessandria (95 m) | 60% | Al limite: possibile pioggia mista a neve o neve debole. |
| Limone Piemonte (1010 m) | 95% | Neve consistente garantita dalla quota e dall’esposizione. |
| Piacenza | 20% | Neve solo sulle colline, difficile arrivi anche in città |
| Parma | 15% | Neve solo sulle colline, difficile arrivi anche in città |
| Trento (194m) | 60% | Probabile alternanza fra neve mista a pioggia e pioggia mista a neve, venerdì pomeriggio-sera |
Commento dell’esperto
In queste situazioni di divergenza sia sinottica che termica tra modelli è difficile dire esattamente chi avrà ragione, la previsione di maltempo con neve a quote basse è confermata al 90%, mentre la localizzazione delle nevicate vede il 75% di possibilità che nevichi almeno sul basso Piemonte e basso Pavese sino a 150-250m e nei fondovalle alpini oltre i 400-500m, il 25% che lo faccia anche sulla maggior parte della pianura piemontese e lombarda, molto meno sul resto del settentrione.
Le probabilità che nevichi in pianura sul Veneto e da Parma verso Bologna sono inferiori al 7%, quindi quasi nulle.
Una aspetto però è praticamente certo: in pianura le temperature rimarranno ovunque sopra allo zero, quindi l’eventuale nevicata risulterà sempre bagnata.
Il momento più nevoso previsto resta quello fra la serata di venerdì 23 e notte su sabato 24 e successivamente la serata/notte su domenica 25 ma solo sulle zone di montagna oltre i 400-500m.
Analisi più tecnica
- Il “Polo del Freddo”: Il basso Piemonte (Cuneo e zone limitrofe) si conferma la zona con la confidenza più alta. Qui la colonna d’aria è perfetta per la neve al suolo.
- La Lombardia Occidentale: Per città come Varese e Como, i modelli sono migliorati leggermente: il calo termico previsto per venerdì sera potrebbe garantire qualche ora di neve bagnata prima di una possibile trasformazione in pioggia sabato pomeriggio.
- Torino: Sebbene sia più a nord, Torino soffre a volte di “ombre” pluviometriche o di correnti di caduta. La neve è attesa, ma gli accumuli più importanti si vedranno sulla collina di Superga e verso Nichelino/Moncalieri piuttosto che in Piazza Castello.
- Novara e Pavia: Si trovano nella “terra di mezzo”. Il richiamo di aria mite da Est/Sud-Est (Scirocco in Adriatico che entra in Valpadana) tenderà a scalzare il freddo proprio su queste zone già dalle prime ore di sabato, alzando lo zero termico sopra i 400 metri.
- Milano: La “bolla di calore” urbana e la posizione più orientale rispetto al cuore del cuscinetto freddo rendono difficile l’accumulo. Vedere i fiocchi cadere tra la pioggia è probabile, ma le strade resteranno bagnate
- Entroterra Ligure: Attenzione ai valichi appenninici. La perturbazione richiamerà aria fredda dalla pianura verso il mare (tramontana scura), portando neve a quote bassissime tra Savona e Genova (versante interno, entroterra).
- Il rialzo delle temperature medie previsto per sabato colpisce duramente i fondovalle alpini meno schermati (come quello aostano) e la fascia prealpina lombarda. Mentre il Basso Piemonte (Cuneo) resta la “roccaforte” della neve a bassa quota, per Aosta l’evento nevoso sarà purtroppo breve e seguito da pioggia.
- Trento: risente del freddo della pianura attraverso un fenomeno chiamato “travaso d’aria”:
Il serbatoio padano: Quando sulla Pianura Padana si accumula aria gelida (il “cuscinetto freddo”), questa agisce come un enorme serbatoio di aria densa e pesante.
L’incanalamento: Poiché l’aria fredda tende a occupare le zone più basse, essa “risale” la Valle dell’Adige da sud verso nord, incanalandosi come un fiume invisibile tra le montagne.
La resistenza: Questa aria fredda padana entra a Trento e vi ristagna, venendo protetta dalle pareti della valle. Questo permette alla città di mantenere temperature molto basse anche quando le correnti in quota sono più miti, garantendo nevicate altrimenti impossibili a quella bassa altitudine (194 m).
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