Neve in pianura Sabato 24, ultimi aggiornamenti
Perturbazione atlantica in vista, ritorna la neve a bassa quota. Ma le incertezze non mancano su quando, quanto e dove nevicherà.

Il maltempo sta mollando lentamente, molto lentamente, la presa sulle regioni del Sud ed è già cominciata la conta dei danni. Il ciclone nordafricano ha scatenato tutta la sua furia con tempestose raffiche di vento di Scirocco e mareggiate impetuose che hanno devastato i litorali della Calabria ionica e della Sicilia orientale. Fortunatamente nelle prossime ore il moto ondoso inizierà pian piano a ridursi e la perturbazione si allontanerà lentamente verso la penisola balcanica, perdendo potenza. La pausa sarà però davvero breve, visto che da venerdì avanzerà una nuova perturbazione nel Mediterraneo, pronta a riportare un po’ di neve localmente a quote basse.
Non si tratterà infatti di un ciclone nordafricano, bensì di una perturbazione proveniente direttamente dall’Atlantico che punterà le regioni del Centro e del Nord, portando piogge, rovesci e vento, ma anche nevicate, approfittando della presenza di un cuscinetto freddo sulla Val Padana centro-occidentale. Tra Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia il freddo faticherà a fuggire via grazie alla particolare orografia del territorio, pertanto i fiocchi bianchi all’arrivo delle precipitazioni potrebbero mostrarsi fino a quote piuttosto basse, addirittura in pianura su alcuni settori circoscritti.
Le prime avvisaglie del peggioramento arriveranno già venerdì, specie tra pomeriggio e sera, quando un po’ di pioggia attraverserà il Centro Italia e qualche fiocco di neve si paleserà a quote collinari sul Nord-Ovest.
L’apice del maltempo al momento è atteso nella giornata di sabato 24 gennaio, ma ci sono ancora incertezze sia riguardo l’intensità delle nevicate sia sulla loro esatta collocazione. Mappe alla mano, sembrerebbe in una botte di ferro il Piemonte occidentale, dove la neve potrebbe effettivamente arrivare a quote bassissime e con qualche centimetro di accumulo.

Ci riferiamo soprattutto al Cuneese e al Torinese, dove si concentrano le maggiori probabilità di neve a bassissima quota. Il modello europeo ECMWF, su base grafica Meteologix, mostra la possibilità di neve a quote molto basse sul Piemonte occidentale e nevicate anche su Valle d’Aosta, alta Lombardia, Trentino Alto Adige e zone interne della Liguria, a quote potenzialmente basse ma ancora da definire.

Un po’ più generoso il modello americano GFS in termini di estensione e accumuli di neve. La neve potrebbe conquistare le pianure di tutto il Piemonte secondo questo scenario e scendere copiosamente su Alpi e Prealpi, oltre che sull’Appennino ligure/emiliano. Accumuli previsti di oltre 40 cm sulle Alpi, soprattutto oltre i 1000 metri. Tale previsione ci appare tuttavia poco verosimile e troppo ottimistica.

