Nebbia Lombarda grande assente: c’è un colpevole

Da anni non si assisteva ad un inizio di stagione autunnale senza nemmeno un episodio di nebbia nel Milanese, anche solo un accenno. C’è stato in agosto dopo un temporale, ma mai tra settembre, ottobre e in questo inizio di novembre. Naturalmente tutto nasce da una serie di combinazioni che ne hanno impedito la formazione: l’aria secca, le correnti sbagliate, la presenza di nuvolosità, un certo rimescolamento dell’aria che ha pregiudicato la formazione dei banchi, ma c’è anche un altro colpevole, anche se minore: la mancanza d’acqua nel Naviglio da Castelletto di Abbiategrasso alla Darsena di Milano, a causa dei tradizionali lavori che riguardano il recupero delle sponde, la pulizia del fondo e la verifica delle infrastrutture idrauliche, che però non sempre vengono svolti in questo periodo, ma magari in primavera.

Questo seccume ha sottratto vapore acqueo a disposizione dell’atmosfera che, in aria ferma e con cielo sereno, favorisce la formazione di banchi di nebbia proprio lungo il corso del canale che poi, grazie alle brezze fredde fino a 5 nodi, la diffondono per qualche km anche in direzione della periferia di Milano, sfruttando anche le acque del lago Mezzetta in quel di Trezzano sul Naviglio per diffondersi meglio.
Del resto nel Milanese un tempo a circolare c’era molta più acqua e dunque ad arrecare umidità (Cerchia dei Navigli, Naviglio di San Marco, Naviglio Vallone, non più esistenti perché interrati).
Resta comunque il fatto che di nebbia, perfino lungo il Po, se n’è vista pochissima o sarebbe meglio dire, quasi per nulla.
Vedremo, nel prosieguo della stagione se, con le mutate condizioni atmosferiche e di temperatura, l’eventuale riempimento del Naviglio (ma si parla di marzo 2026), non possa aiutare la comparsa e la diffusione del “nebiùn” almeno nei dintorni.

