10:39 28 Gennaio 2026

Possibile inverno vero dal 10 febbraio con FREDDO e NEVE in pianura

Strat-warming prolungato e possibile split del vortice polare: scenari di freddo e neve in Italia dal 10 febbraio.

Possibile inverno vero dal 10 febbraio con FREDDO e NEVE in pianura

Strat-warming prolungato: perché potrebbe influenzare il tempo di febbraio

Un evento di strat-warming in stratosfera così intenso e soprattutto così prolungato non è mai un dettaglio meteorologico da archiviare con leggerezza. Quando il riscaldamento improvviso della stratosfera (SSW) si estende per molti giorni e arriva a coinvolgere direttamente il cuore del Polo, la struttura stessa del Vortice Polare Stratosferico (VPS) viene destabilizzata fino a deformarsi, rallentare e – come in questo caso – probabilmente dividersi in due lobi distinti entro il 5 febbraio, come vediamo da questa mappa barica dell’emisfero nord in stratosfera a 10hPa (circa 31km di altezza), su base grafica Meteociel:

Questa dinamica, pur avvenendo a circa 30 km di quota, ha un potenziale impatto sulla troposfera, cioè sul “nostro” piano del tempo quotidiano. Non è un automatismo, ma la statistica e la fisica dell’atmosfera ci dicono che qualcosa tende sempre ad accadere.

Perché un forte strat-warming può scendere in troposfera

Decelerazione dei venti zonali

Il VPS, quando è forte e compatto, mantiene attivi i venti occidentali che scorrono lungo le medie latitudini. Il riscaldamento stratosferico li indebolisce o li inverte, favorendo ondulazioni più marcate del getto polare.

Propagazione verso il basso dell’anomalia

Le onde planetarie che hanno causato lo strat-warming possono trasferire energia verso la troposfera. Questo processo richiede tempo:

  • 7–10 giorni per i primi segnali
  • 10–20 giorni per effetti più concreti

Ecco perché i primi giorni di febbraio diventano una finestra temporale plausibile. Già nelle emissioni a lungo termine i modelli cominciano a scorgere qualcosa di importante in troposfera, lo vediamo da questa mappa emisferica prevista per il 9 febbraio del modello GFS su base grafica Meteociel:

Si nota la formazione di un anticiclone sull’Islanda e una lingua del vortice polare che comincia a muoversi il cuore dell’Europa e anche verso l’Italia.

Split del vortice: due lobi, due traiettorie fredde

Se il VPS si divide, i due lobi tendono a scendere di quota e a posizionarsi in aree diverse dell’emisfero. Questo può favorire:

  • affondi artici verso l’Europa
  • blocchi anticiclonici in Atlantico o sulla Scandinavia
  • scambi meridiani più accentuati

Guardate ad esempio anche questa mappa sconvolgente prevista dal modello ECMWF, su base grafica Meteociel, sempre per il 9 febbraio, si nota il tentativo di contatto al Polo tra l’Anticiclone delle Aleutine e quello Atlantico-Groenlandese e contemporaneamente un lobo di gelo verso l’Europa:

Quando e come potrebbe essere coinvolta l’Italia

L’Italia non è mai la prima destinataria automatica di un SSW, ma può essere coinvolta in seconda battuta, quando la troposfera riorganizza i propri centri di alta e bassa pressione.

Le tempistiche più probabili:

  • 1–5 febbraio: primi segnali in Europa, maggiore ondulazione del getto
  • 5–10 febbraio: possibile affondo freddo verso l’Europa orientale o centrale
  • dal 10 febbraio in poi: finestra in cui anche l’Italia potrebbe essere raggiunta da aria più fredda, se i blocchi anticiclonici si posizionano nel modo “giusto”

Il ruolo decisivo degli anticicloni

Tutto dipenderà da dove si piazzeranno gli anticicloni che nasceranno come risposta allo strat-warming.

Scenario 1 – Anticiclone in Atlantico (blocco atlantico)

Favorisce discese fredde verso l’Europa occidentale.
Italia più esposta, soprattutto il Nord e il versante adriatico.
Possibili episodi invernali anche significativi.

Scenario 2 – Anticiclone scandinavo

Freddo diretto verso l’Europa orientale
Italia coinvolta solo marginalmente o in seconda fase
Possibili rientri da est, più secchi ma freddi

Scenario 3 – Anticiclone troppo invadente sul Mediterraneo

Freddo deviato altrove
Italia più mite, ma con possibili colpi di coda successivi (anche a marzo)

Perché “qualcosa succederà per forza”

Un evento così lungo e intenso, con split del vortice, non può passare inosservato. Le conseguenze possono essere:

  • tardive (anche dopo 2–3 settimane)
  • reiterate (più impulsi freddi distanziati nel tempo)
  • prolungate (effetti fino a marzo)

La troposfera, in sostanza, deve riorganizzarsi: resta solo da capire come.

Conclusione: le ipotesi più probabili

Ad oggi, la combinazione più coerente con la dinamica stratosferica è questa:

  • Alta pressione in Atlantico con tendenza a salire verso nord
  • Getto polare ondulato
  • Lobo del vortice in discesa verso l’Europa centro-orientale
  • Italia potenzialmente coinvolta dal 10 febbraio, con maggiore probabilità per Nord e Adriatiche

Non è una certezza, ma è una possibilità concreta e fisicamente coerente con quanto sta accadendo sopra le nostre teste.