FREDDO e NEVE: ci colpiranno a febbraio a seguito dello strat-warming?
Lo strat‑warming in arrivo potrebbe dividere il vortice polare e ridisegnare la circolazione europea, ma gli effetti sull’Italia restano incerti: tre scenari possibili nel cuore di febbraio.

Il riscaldamento stratosferico improvviso atteso tra fine gennaio e i primi giorni di febbraio sembra ormai confermato dai principali centri di calcolo. Non si tratterebbe di un semplice displacement del vortice polare, ma di un vero e proprio split: il vortice, invece di essere spostato dal suo asse, si dividerebbe in due lobi distinti, uno diretto verso il settore euro‑asiatico e l’altro verso il Nord America, lo vediamo in questa mappa a 31km di altezza, riferita al nord emisfero, elaborata dal modello GFS, su base grafica Meteociel, che ha davvero dello spettacolare:

Uno split è, in teoria, più incisivo di un displacement, perché altera in modo più profondo la circolazione emisferica. Questa distinzione è importante perché: la posizione dei lobi dopo la divisione condiziona la formazione dei blocchi anticiclonici e quindi la traiettoria del freddo. La propagazione verso i piani bassi, però, non è garantita e dipende da come i due lobi interagiranno con le onde planetarie;
Tuttavia, come sempre, la domanda cruciale è un’altra: questo split riuscirà davvero a propagarsi alla troposfera e a condizionare il tempo europeo e italiano?
Le ultime emissioni modellistiche suggeriscono un quadro ancora incerto, con tre possibili scenari.
Split con blocco sulla Groenlandia e freddo che retrocede verso l’Europa occidentale
Scenario attualmente più probabile
Lo split potrebbe favorire la formazione di un blocco anticiclonico in area groenlandese, ma non abbastanza orientato da pilotare il freddo verso il Mediterraneo. In questa configurazione, l’aria gelida scivolerebbe dalla Scandinavia verso Regno Unito, Francia e Penisola Iberica, in un movimento retrogrado.
Lo vediamo in questa mappa prevista per il 10 febbraio dal modello GFS su base grafica Meteociel:

Effetti sull’Italia
- Correnti sud‑occidentali miti e umide.
- Temperature sopra media, specie al Centro‑Nord.
- Precipitazioni atlantiche, neve relegata alle alte quote.
In sostanza, una reiterazione del pattern attuale.
Split con blocco atlantico più occidentale: freddo diretto verso l’Italia
Scenario più invernale, ma meno supportato oggi
Se il blocco anticiclonico si posizionasse più a ovest, in pieno Atlantico e verso il Regno Unito, il flusso perturbato verrebbe deviato verso sud e l’aria fredda continentale troverebbe una via diretta verso l’Europa centro‑meridionale. Lo vediamo da questa mappa ECMWF su base grafica Meteociel sempre intorno al 10 febbraio:

Effetti sull’Italia
- Irromperebbero correnti fredde da est o nord‑est.
- Possibili episodi invernali più incisivi nella seconda metà di febbraio.
- Maggior rischio di nevicate a quote basse al Centro‑Nord.
Uno scenario che gli appassionati attendono, ma che oggi appare secondario.
Split senza propagazione troposferica: effetti quasi nulli
Scenario meno discusso, ma sempre possibile
Non tutti gli SSW — nemmeno gli split — riescono a propagarsi ai piani bassi. Se il riscaldamento rimanesse confinato in stratosfera, il vortice polare troposferico resterebbe relativamente compatto, impedendo la formazione di blocchi duraturi.
Effetti sull’Italia
- Prosecuzione del pattern mite e zonale.
- Febbraio dominato da correnti occidentali.
- Eventuali brevi pause fredde, ma senza dinamiche strutturate.
Perché è ancora presto per certezze
- La distanza temporale supera i 10 giorni.
- La propagazione stratosfera‑troposfera è complessa e non lineare.
- I modelli stanno ancora “assorbendo” lo split.
- Piccole variazioni nella posizione del blocco cambiano completamente l’esito europeo.
Sintesi finale: scenari e attendibilità (aggiornamento odierno)
| Scenario | Descrizione | Attendibilità |
|---|---|---|
| 1) Blocco groenlandese e freddo verso l’Europa occidentale | Italia mite e umida | 50% |
| 2) Blocco atlantico e freddo verso l’Italia | Scenario invernale | 25% |
| 3) Split senza propagazione troposferica | Effetti minimi | 25% |
Conclusione
Lo strat‑warming in arrivo è reale e potenzialmente importante, ma non garantisce automaticamente un febbraio gelido in Italia. Al momento, la strada più probabile porta a un impatto europeo parziale, con il Mediterraneo che rischia di rimanere ai margini del raffreddamento. Tuttavia, la distanza temporale e la delicatezza delle dinamiche in gioco impongono prudenza: basterebbe uno spostamento di poche centinaia di chilometri del blocco per ribaltare completamente lo scenario.
Nei prossimi giorni avremo indicazioni più solide.
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