10:07 25 Febbraio 2024

PIOGGIA: chi farà il pieno questa settimana?

Molto abbondanti le precipitazioni previste al nord, in particolare sul settore occidentale, tutti i modelli concordi al 100 per cento, vediamo qualche raffronto.

L’azione depressionaria che interverrà tra le prime ore di lunedì 26 febbraio e venerdì 1° marzo favorirà un richiamo di correnti sciroccali favorevole a generare abbondanti precipitazioni sull’Italia, dapprima soprattutto al nord e in particolare sul settore occidentale che, in questi casi, funge da imbuto geografico, e riceve gli accumuli più generosi.

Un raffronto tra i principali modelli vede una grande convergenza sugli accumuli precipitativi previsti:

Il modello americano che vediamo qui sopra picchi di 150mm sul basso Piemonte, sul Piacentino e sulle Prealpi Venete, non trascurabili nella seconda fase del maltempo, quando la depressione scivolerà verso sud, gli accumuli di ben 80mm su Roma e su Palermo e un confortante picco di 100m in Sicilia, così sulla Sardegna orientale.

Vediamo ora il modello ICON sempre per lo stesso intervallo temporale: qui il picco lo ritroviamo sulle Prealpi Venete e Friulane ma non è affatto trascurabile l’accumulo su tutto il nord, il versante centrale tirrenico e le estreme regioni meridionali:

Infine il modello europeo vede le precipitazioni colpire generosamente il settentrione, specie il settore occidentale con accumuli sino a 150mm, buoni anche gli accumuli su Toscana, est Sardegna e Calabria jonica:

Quanto alla neve, si sperava meglio in effetti, l’aria fredda che è entrata nelle ultime ore non è ovviamente sufficiente per spingere la neve sino in pianura al nord, ma difficilmente si scenderà anche sotto i 500-600m, ad eccezione delle vallate più strette, alla testata dei fondovalle alpini e su aree limitate del Piemonte (micro-climi ed omotermia locale).

Per il resto il limite tenderà poi ad attestarsi a quote progressivamente più alte a partire dalle Prealpi, con quota media tra 1200 e 1400m nella giornata di martedì, ma tutto dipenderà anche dall’intensità dei fenomeni. Più è forte la precipitazione e continua, più si riesce a mantenere un profilo termico favorevole alla caduta di neve a quote più basse rispetto a quella in cui si attesta lo zero termico: