NEVE in pianura: potenziale occasione il 3-4 gennaio, vediamo dove
Tra anticiclone e aria fredda: i segnali da monitorare nei primi giorni del 2025.

Tutti stanno aspettando di capire se il freddo vero si affaccerà sull’Italia da Capodanno in avanti. In effetti c’è un malloppo gelido molto rilevante che sta covando su tutta la Russia e l’est europeo ma che faticherà ad abbracciare l’Italia per due motivi:
1 l’opposizione del solito anticiclone sull’ovest del Continente
2 l’accelerazione parziale delle correnti occidentali che cercheranno di mantenere tutto il freddo ad est della Penisola
C’è da dire che rispetto agli anni scorsi, il vortice polare appare comunque più disturbato e meno performante durante questa stagione invernale, ma questo genere di considerazione non è sufficiente per bloccare le correnti atlantiche e attivare in automatico del freddo estremo diretto sul nostro Paese.
L’aggiornamento della media degli scenari del modello GFS mostra per il primo gennaio la grande massa d’aria fredda sempre a due passi dall’Italia, con il versante adriatico marginalmente coinvolto:

E’ sempre uno scontro tra titani dunque, ma con un leggero vantaggio, tanto per cambiare, per la figura di alta pressione. Intorno al 3-4 gennaio però il modello GFS seguita ad abbozzare l’intrusione di un piccolo vortice depressionario in discesa dal centro Europa, in grado di scavalcare le Alpi e di determinare un peggioramento nevoso di breve durata dapprima su Emilia e Venezie, poi lungo la dorsale appenninica del centro, segnatamente tra Toscana, Umbria, Marche ed Abruzzo, ma qui la previsione è ancora in fase embrionale. Ecco la mappa barica prevista per domenica 4 gennaio:

Vi mostriamo inoltre la mappa relativa agli accumuli nevosi di domenica 4 gennaio, quando in mattinata il modello prevede una spruzzata di neve sull’Emilia, parte del Veneto, il Trentino e il Friuli Venezia Giulia, poi montagna marchigiana e zone interne abruzzesi (ma come ripetiamo la previsione al centro è tutta da verificare):

Naturalmente il margine di incertezza è altissimo (attendibilità previsionle 25%) e la previsione potrebbe subire stravolgimenti, essere cancellata o posticipata, traslata geograficamente verso sud o verso ovest.
Ora l’importante però è comprendere che l’inverno corre sul filo dell’isobara e di colpo potremmo sperimentare una situazione invernale severa oppure finire sotto l’abbraccio protettivo e mite dell’anticiclone, che resta comunque il favorito, almeno statisticamente.
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