NEVE in pianura di primavera: arriverà?
Il modello americano segnala un'ipotesi clamorosa all'inizio della terza decade di marzo. Quanto è attendibile?
Neve in pianura nel cuore di marzo? Non ci sarebbe nulla di strano visto che sul nostro Paese è nevicato anche in aprile, il problema è il trend che si è instaurato quest’anno, che non vuole sentir parlare di inserimenti freddi da est o da nord, ma ci offre un tempo spesso perturbato e mite da ovest alternato all’alta pressione.
Ogni tanto però spunta il tentativo di restituirci un po’ di inverno mancato, magari con un’irruzione fredda tardiva, che c’è sempre stata in ogni stagione che si rispetti, ma che quest’anno è molto meno probabile del solito.
Il modello americano però prova a proporla tra il 20 e il 22 marzo con un vortice freddo che rientra da est in grande stile a convergere in una depressione posizionata sul centro Italia, come vediamo da questa mappa a 500hPa e al suolo:

E quel vortice si porta dietro un freddo non indifferente, anche valori di -8°C a 1500m:

Che conseguenze ci sarebbero? Si svilupperebbero certamente rovesci nevosi sino in pianura su diverse zone della Valpadana e anche sui relativi tratti appenninici liguri ed emiliani, guardate che mappa:

I fenomeni nevosi poi traslerebbero verso la Romagna, colpendo la zona appenninica e San Marino in pieno, così come diverse vallate interne della Toscana, specie il Casentino, poi del nord dell’Umbria e le Marche interne:

La configurazione barica che porterebbe a questa evoluzione prevede anticicloni che dalle Azzorre si collegano con l’Islanda e l’Italia in balia di circolazioni depressionarie:

E’ attendibile? In realtà NO. La media degli scenari del modello americano prevede tutt’altro: anticiclone a ridosso dell’Italia e correnti da ovest che la limano da nord generando variabilità senza un vero peggioramento, dunque è difficile che un tale schema barico vada in porto:
