15:34 29 Maggio 2024

Meteo: la fossa delle Canarie è diventata la fossa mediterranea, ecco perché tanta instabilità

Per alcuni anni abbiamo vissuto un’anomalia barica molto grave in Europa: le saccature spesso affondavano molto ad ovest del Continente, lasciando l’Italia in balia degli anticicloni con temperature superiori alla media e caldo esagerato in estate o situazioni di blocco in inverno con inversioni termiche, inquinamento pesante nelle grandi aree urbane, nebbie stagnanti sulle pianure, temperature miti ed assenza di precipitazioni ovunque, con tanta sofferenza per i ghiacciai e attività sciistica invernali spesso assicurata dall’innevamento artificiale.

Ora, pur in un contesto termico non certo da era glaciale imminente, da qualche mese stiamo osservando un trend piovoso tra nord e centro Italia che non si sperimentava da diversi anni (aldilà di singoli episodi alluvionali anche del recente passato ma localizzati su singole aree del territorio) e che ci stanno facendo un po’ riflettere.

Naturalmente il tutto avviene nell’imbarazzo generale del mondo scientifico e di conseguenza dei media che non sanno come giustificare questa sorta di mini inversione di tendenza, che quasi non fa notizia, se non per aver rovinato gite fuori porta o ponti di primavera.

Nessuno ad esempio sta parlando dell’eccezionale innevamento presente ancora oggi su diverse aree dell’arco alpino che, diversamente dagli ultimi anni, non hanno quasi mai sperimentato (se si eccettua un breve episodio ad aprile) temperature troppo superiori alla media, semmai il contrario, ma tutto questo passa quasi inosservato, così come passa inosservato il Po e i suoi affluenti finalmente ricchi d’acqua e i laghi ben sopra la media idrometrica. Certo: più si procede verso sud e più le precipitazioni sono state avare, ma con quel tipo di circolazione (anni 70 per intenderci) è normale che l’estremo sud soffrisse.

Proprio l’estremo sud negli ultimi anni ha beneficiato di precipitazioni abbondanti, quasi in risposta all’anomalia barica che abbiamo vissuto: ai bordi degli anticicloni scorreva aria instabile e le isole e il sud sperimentavano temporali anche intensi ed abbondanza d’acqua.

Quando le saccature puntavano troppo ad ovest si parlava ironicamente di “fossa delle Canarie”, quasi che ci fosse una forza attrattiva verso quel settore che attirava a sé tutte le saccature, ora con lo spostamento degli affondi più ad est, cioè su di noi (specie sul settentrione), potremmo coniare il termine “fossa del Mediterraneo”, siamo già diventati un catalizzatore di saccature, con le conseguenze instabili che vediamo:

Potrebbe essere l’inizio di un trend? Non si può escludere, ma aspettiamoci che improvvisamente il quadro barico cambi radicalmente, perché al tempo non si comanda, almeno non ancora.