Le 5 grandi ondate di GELO: dal 1929 al 2012, torneranno?
Cinque fotografie di un Paese piegato dal gelo. Il 1929 resta il mito, il 1956 il gelo del dopoguerra, il 1985 leggendario con un metro di neve a Milano e neve anche a Roma, il 1991 la sorpresa artica e il 2012 l'anno del Burian. Ognuno di questi eventi ha scolpito la memoria collettiva, dimostrando che l’Italia, pur mediterranea, può diventare teatro di un inverno estremo.

Febbraio 1929 – La “nevicata del secolo”
- Una delle ondate più intense del XX secolo: temperature fino a -20 °C in pianura.
- La Laguna di Venezia ghiacciò completamente, evento rarissimo.
- Roma vide nevicate eccezionali, con accumuli mai registrati prima.
- Durata: circa tre settimane, con paralisi diffusa di trasporti e attività.
Febbraio 1956 – Il gelo del dopoguerra
- Considerata l’ondata più significativa del secondo dopoguerra: temperature fino a -26 °C in pianura.
- Nevicate diffuse su tutta la Penisola, con accumuli eccezionali in Emilia-Romagna e Centro Italia.
- Persiste il manto nevoso per oltre un mese anche in pianura, tratti del Po ghiacciati.
- Durata: dal 27 gennaio al 20 febbraio.

Gennaio 1985 – Il gelo che cambiò l’Italia
- Uno degli inverni più duri della storia recente: temperature fino a -25 °C in Valpadana.
- Milano e gran parte del Nord sepolti da circa un metro di neve, la famosa “nevicata del secolo”.
- Roma imbiancata il 6 gennaio, evento piuttosto raro.
- Durata: oltre due settimane, con trasporti paralizzati e danni ingenti all’agricoltura.

Febbraio 1991 – Il gelo artico retrogrado
- Tra il 5 e il 6 febbraio, una retrogressione artica portò aria gelida dalla Russia: -16 °C a Milano Malpensa.
- Nevicate abbondanti al Centro-Nord, con accumuli eccezionali in Emilia e Toscana.
- Pressione in Scandinavia fino a 1050 hPa, segno della potenza dell’anticiclone.
- Evento breve ma intensissimo, ricordato per la rapidità e la violenza del gelo.

Febbraio 2012 – Il Burian del nuovo millennio
- Dal 27 gennaio al 20 febbraio, l’Italia fu investita da una delle ondate più lunghe e devastanti degli ultimi decenni.
- Nevicate record tra Marche e Romagna, con accumuli superiori al metro.
- Roma imbiancata due volte, con 20 cm di neve.
- Neve persino ad Algeri e nel Sahara.
- Conseguenze: oltre 650 vittime in Europa

Confronto tra le cinque ondate
| Evento | Durata | Temp. minime | Neve simbolo | Impatto |
|---|---|---|---|---|
| Febbraio 1929 | ~3 settimane | -20 °C | Laguna di Venezia ghiacciata | Nevicate epocali, paralisi nazionale |
| Febbraio 1956 | ~3 settimane | -26 °C | Po ghiacciato, neve diffusa | Episodio più significativo del dopoguerra |
| Gennaio 1985 | ~2 settimane | -25 °C | 1 m di neve in Valpadana | Nevicate record, crisi trasporti |
| Febbraio 1991 | pochi giorni | -16 °C | Centro-Nord sommerso | Evento breve ma violentissimo |
| Febbraio 2012 | ~3 settimane | -20 °C in Italia, -39 °C in Europa | Roma imbiancata, neve in Sahara | Vittime e disagi continentali |
Torneranno questi eventi?
Anche in tempi di Global Warming, un’ondata di freddo notevole potrà ancora colpire l’Italia nel corso dei prossimi anni, magari già nel corso di questa stagione invernale, pur partita malissimo.
Per avere un freddo simile basta una configurazione barica favorevole a veicolare il grande freddo della Siberia (che non manca mai) con moto retrogrado in direzione dell’Europa e del Mediterraneo.
Negli ultimi anni un vortice polare fin troppo attivo, l’innalzamento del flusso perturbato atlantico a causa della presenza costante degli anticicloni subtropicali in sede mediterranea, anch’essi figli di un’anomalia, ha ridotto notevolmente le occasioni per vivere anche solo una semplice ondata di freddo, ma le possibilità restano intatte.
Certo gli estremi vissuti in queste 5 ondate non saranno facilmente ripetibili, ma la natura è imprevedibile.

