21:51 11 Marzo 2024

La NEVE in pianura grande assente anche quest’anno. Sarà sempre così d’ora in poi?

L'analisi del non inverno e della mancanza di neve in pianura.

La NEVE in pianura grande assente anche quest’anno. Sarà sempre così d’ora in poi?

La NEVE in pianura non cade più sull’Italia. E’ solo colpa del riscaldamento globale? Delle nostre città che sono diventate un forno? Del microclima sconvolto dall’occupazione di suolo? Anche, ma non solo. E’ soprattutto una questione di correnti.

Aldilà dell’ingombrante presenza degli anticicloni, che negli ultimi anni hanno dominato i mesi invernali, impedendo alle perturbazioni di farsi strada verso il Mediterraneo, così come alle correnti da nord o da est di inserirsi e generare situazioni invernali, c’è da valutare in primis la compattezza del vortice polare:

Negli ultimi anni il vortice polare è risultato come lo vedete sopra, quindi le correnti sull’Italia sono spesso risultate occidentali, quando si è spezzato questo equilibrio, grazie a riscaldamenti stratosferici, quasi sempre l’aria fredda si è riversata verso sud scegliendo altri obiettivi, come vediamo qui:

Indipendentemente da questi episodi, le correnti hanno spesso assunto una componente occidentale, sfondando peraltro a stento nel Mediterraneo, salvo nell’ultimo periodo tra il 22 febbraio e il 10 marzo 2024, dove lo hanno fatto con maggiore veemenza:

La mancata formazione di anticiclone nell’area scandinava ha di fatto impedito l’inserimento di correnti da est sulla nostra Penisola, le più fredde che possano raggiungerci, perché da est non abbiamo protezioni. Schemi barici come quelli evidenziati qui sotto, che spesso portavano la neve a quote molto basse soprattutto al sud, non si vedono da un pezzo:

Ma sono mancati anche semplici affondi da nord, in grado magari di portare della Tramontana fredda, seguita poi da una nevicata di addolcimento, nulla di nulla, come se questi schemi barici, che sino a qualche tempo fa erano quasi un classico, non fossero mai esistiti:

Cosa ci è rimasto allora in eredità? Una corrente da ovest magari anche molto perturbata ma decisamente mite, che non porterà mai neve in pianura, se non grazie agli schemi sopra menzionati, ma quel che è peggio non porterà mai neve nemmeno sull’Appennino centro-meridionale a quote decenti:

La pioggia va comunque bene, la neve oltre i 1500m sulle Alpi sempre utile e una manna per i ghiacciai ma l’inverno è un’altra cosa. Il problema poi è anche un altro: l’aria fredda che raggiunge il Vecchio Continente è ormai davvero lontana parente di quella che la coinvolgeva anche solo 5-10 anni fa.

Certo in Scandinavia e nell’est europeo riesce ancora a fare a tratti anche molto freddo, ma per periodi limitati. Eppure l’aria gelida esiste ancora, le temperature registrate in Siberia ne sono una prova, ma allora perché almeno una volta all’anno non assistiamo ad un’ondata di freddo che porti l’isoterma dei -10°C a raggiungere almeno i 1500m?

Potrebbe essere un ciclo? Si, è già successo anche tra la fine degli anni 80 e la fine degli anni 90, a tratti si vivessero inverni molto miti, anticiclonici con temperature quasi estive anche in pieno febbraio grazie a situazioni favoniche indotte proprio da anomalie bariche, ma c’era spesso almeno un episodio rilevante di freddo anche tardivo che ci faceva ricordare che l’inverno non era morto.

Nonostante le brutte sensazioni, visto il trend dal 2015 ad oggi, si può almeno pensare che nella prossima stagione (grazie all’assenza del Nino) tornino almeno di tanto in tanto le correnti da est o da nord a ricordarci che l’inverno esiste ancora, ma state pur certi che l’anticiclone sarà sempre il protagonista della stagione fredda e non solo purtroppo. Quanto alle correnti da ovest così basse e miti che abbiamo avuto quest’anno, non si sa proprio se saranno episodiche, o faranno parte del “pacchetto regalo”.
Di certo verso le grandi stagioni rigide del passato non si tornerà tanto presto…

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