09:36 13 Gennaio 2026

Il FREDDO russo cova: quando potrebbe arrivare in Italia?

Se si dirigesse verso Europa centrale ed Italia dopo il 20 gennaio, le conseguenze potrebbero anche essere nevose su molte regioni.

Il FREDDO russo cova: quando potrebbe arrivare in Italia?

A partire dal 20 gennaio, gli scenari meteorologici europei potrebbero cambiare in modo significativo. Le ultime elaborazioni modellistiche, pur ancora incerte, delineano un progressivo rafforzamento del grande anticiclone russo‑siberiano, una figura barica che negli inverni più rigidi ha spesso rappresentato il motore delle irruzioni fredde dirette verso il continente.

Un blocco imponente alle correnti atlantiche

Il primo effetto evidente sarà la chiusura delle porte atlantiche. Le depressioni in arrivo dall’oceano, normalmente responsabili del flusso mite e umido tipico dell’inverno europeo moderno, troveranno un muro di alta pressione esteso dalla Russia fino all’Europa orientale. Questo blocco potrebbe isolare le depressioni nel Mediterraneo, costringendole a muoversi in un’area più ristretta, mettendo in contatto aria fredda in rientro da est con le correnti umide sciroccali, un cocktail potenzialmente esplosivo con tanta neve sui versanti alpini esposti, come si vede in questa mappa del modello GFS prevista per il 20 gennaio:

L’incognita dell’aria artica: tempistiche e modalità

È proprio l’interazione tra queste depressioni mediterranee e l’aria fredda di origine artica a rappresentare la fase più delicata della previsione. I modelli, infatti, mostrano ancora grandi oscillazioni:

Tempistiche non definite: l’ingresso dell’aria fredda potrebbe avvenire in modo graduale o con un’irruzione più netta.

Traiettorie incerte: una discesa diretta verso l’Europa centrale o una deviazione verso i Balcani cambierebbero radicalmente gli effetti sull’Italia. Qui ad esempio vediamo una mappa favorevole all’ingresso di una massa d’aria gelida nel cuore del Mediterraneo a 1500m prevista per il 23 gennaio dal modello GFS (attendibilità da verificare ovviamente):

Intensità variabile: come vedete alcuni scenari ipotizzano un raffreddamento marcato, altri una fase più moderata ma comunque significativa.

Questa incertezza è tipica delle configurazioni dominate da un anticiclone così esteso: basta un piccolo spostamento del suo asse per modificare completamente la dinamica dell’afflusso freddo, lo vediamo molto bene anche in quest’altra mappa, sempre relativa al modello GFS e prevista intorno al 24 gennaio, dove si nota un vasto pacchetto di aria gelida raggiungere mezza Italia da est, dando vita anche a risvolti nevosi (ipotesi estrema):

Un segnale di rottura rispetto agli inverni recenti

Al di là dei dettagli ancora sfumati, ciò che emerge con chiarezza è un cambio di passo rispetto alle stagioni del passato più recente. Negli ultimi anni, infatti, gennaio si è spesso rivelato un mese statico, dominato da correnti miti e da un anticiclone subtropicale poco incline a lasciare spazio a irruzioni fredde. Il possibile protagonismo dell’anticiclone russo‑siberiano rappresenta quindi un segnale di discontinuità, un ritorno a dinamiche più tipiche degli inverni “classici”, in cui il gelo continentale poteva affacciarsi sull’Europa già nella seconda metà di gennaio.

Sintesi finale

Dal 20 gennaio l’Europa potrebbe entrare in una fase meteorologica più dinamica e potenzialmente fredda. Il rafforzamento dell’anticiclone russo‑siberiano potrebbe bloccare le correnti atlantiche e favorire l’interazione tra depressioni mediterranee e aria artica. Le incertezze restano elevate, soprattutto su tempistiche, traiettorie e intensità dell’eventuale irruzione fredda, ma il segnale di fondo indica una possibile rottura rispetto agli inverni recenti.

Attendibilità della previsione: 40% (medio-bassa) la configurazione è potenzialmente rilevante, ma i modelli mostrano ancora forte dispersione e scenari molto diversi tra loro. Ecco infatti la media degli scenari proposta dal modello GFS per il 25 gennaio, dove si nota chiaramente la presenza dell’anticiclone russo-scandinavo, una depressione sull’Egeo che richiama venti da est gelidi verso l’Italia:

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