FREDDO e NEVE possibile dal 20, spunta un’ipotesi
Nei prossimi giorni passaggio ad una fase autunnale, ma non è escluso un possibile ribaltone meteo già prima di fine gennaio: anticiclone russo in rimonta e nuova potenziale ondata di freddo sull’Italia.

Le ultime analisi delle mappe a lungo termine suggeriscono un possibile e improvviso cambio di passo nella circolazione atmosferica europea, dopo un periodo dominato dalle correnti atlantiche relativamente miti (tra il 13 e il 19 gennaio), all’orizzonte si intravede un nuovo protagonista: l’anticiclone russo-scandinavo, pronto a riaffacciarsi con decisione intorno al 20 gennaio.
Un segnale che, se confermato, (ma l’attendibilità per il momento è bassa) potrebbe aprire la strada alla seconda ondata di freddo stagionale proprio negli ultimi giorni del mese.
Prima fase: maltempo tardo autunnale tra il 15 e il 19 gennaio
Secondo le proiezioni attuali, il primo effetto del ritorno dell’alta pressione continentale sarebbe una deviazione delle perturbazioni atlantiche verso il Mediterraneo. Questo comporterebbe:
- piogge diffuse su molte regioni italiane
- neve sulle Alpi a quote medio-alte
- clima più umido e dinamico, tipico di un tardo autunno fuori stagione
Una fase perturbata che potrebbe insistere tra 15 e 19 gennaio, con accumuli localmente significativi. Qui uno schema barico che lo descrive, che altro non è che la media degli scenari del modello GFS:

Seconda fase: aria gelida in moto retrogrado verso l’Europa
Il passaggio successivo è quello che sta attirando l’attenzione dei meteorologi.
L’aria molto fredda, intrappolata lungo il bordo meridionale dell’anticiclone russo, potrebbe iniziare a muoversi in senso retrogrado, cioè da est verso ovest, puntando:
- prima il centro Europa,
- poi l’area alpina entro il 23 gennaio,
- e infine, nei giorni immediatamente successivi, l’Italia.
Si tratta di una dinamica tipica delle irruzioni fredde continentali, spesso responsabili delle fasi più rigide dell’inverno mediterraneo. Vediamola nella sua fase embrionale che evidenzia come le depressioni, impossibilitate a proseguire verso est, si infilino e mettano radici nel Mediterraneo, richiamando aria progressivamente più fredda da est:

Verso una possibile ondata di freddo entro fine mese
Se la traiettoria dell’aria gelida venisse confermata, l’Italia potrebbe sperimentare:
- un calo termico marcato, anche di molti gradi
- possibili nevicate a quote basse al Nord e parte del Centro
- gelate diffuse nelle pianure interne
- un generale ritorno a condizioni pienamente invernali
Lo vediamo in questa mappa prevista per il 23-24 gennaio, notate come il freddo tenda ad avvicinarsi e a convergere verso il Mediterraneo:

Il tutto prima della fine di gennaio, in netto contrasto con la fase che ci apprestiamo a vivere da martedì 13 gennaio.
Perché questa evoluzione è importante
L’eventuale ritorno dell’anticiclone russo rappresenta una delle configurazioni più rilevanti per il clima europeo invernale. Quando questo “gigante gelido” si espande verso ovest:
- blocca il flusso atlantico
- spinge aria fredda verso il Mediterraneo
- aumenta il rischio di episodi invernali intensi
È una dinamica che in passato ha portato eventi di rilievo, e che merita quindi un monitoraggio costante.
Affidabilità: scenario da seguire con attenzione
Al momento si tratta di tendenze a lungo termine, quindi soggette a possibili aggiustamenti. Tuttavia, se nelle prossime emissioni la convergenza dei modelli su un possibile rafforzamento dell’anticiclone russo e su un moto retrogrado dell’aria fredda venisse confermato, renderebbe lo scenario plausibile e meteorologicamente credibile.
Al momento la sua attendibilità è ferma al 25%.
I prossimi aggiornamenti ci aiuteranno dunque a capire se l’Italia potrebbe vivere un fine gennaio decisamente invernale, oppure se il trend autunnale che sta per instaurarsi metterà radici per settimane.
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