CLAMOROSO SPLIT del VORTICE POLARE durante la prima decade di marzo? Ecco le potenziali conseguenze!
Notte e risveglio con la NEVE su parte del nord-ovest, poi moderato maltempo concentrato al centro e al sud sino a metà settimana, dopo una pausa, tra domenica 5 e lunedì 6 marzo ci aspetta una configurazione barica dalle grosse potenzialità.


COMMENTO
Alla fine l’attesa fase di maltempo è arrivata, dispensando le precipitazioni in modo un po’ più generoso di quanto ritenesse qualche modello, ma comunque sempre insufficienti per placare la grande sete che affligge soprattutto il nord e parte delle regioni tirreniche. La neve si è vista in montagna a quote basse ed ha fatto la sua apparizione anche a Cuneo e Torino.
CHE SUCCEDE?
La presenza di un vortice depressionario attestato tra la Costa Azzurra e la Corsica potrebbe ancora favorire tra la notte e il primo mattino di lunedì alcune deboli nevicate nelle zone segnalate qui sotto, ma più probabili tra Cuneese, Torinese ed Appennino ligure.

La settimana vedrà la pioggia localizzarsi sempre più al centro e al sud con la depressione, che fungerà da perno per le precipitazioni, arroccarsi a ridosso della Sardegna e poi traslare verso sud-est, continuando a coinvolgere le regioni meridionali e ancora marginalmente quelle centrali. Al nord solo il Cuneese e l’Appennino ligure potranno ricevere qualche fenomeno degno di nota, ancora nevoso mediamente oltre i 500-1000m, ma con limite in progressiva risalita.

Le cose più interessanti si vedono comunque da domenica 5 marzo, quando si nota da questa carta relativa al nord emisfero che tutte le conseguenze legate all’evento di riscaldamento stratosferico, avrebbero davvero un risvolto in troposfera con una temporanea DIVISIONE (SPLIT) del vortice polare che consentirebbe una discesa di uno dei due rami direttamente l’Europa centrale: un colpo da novanta che però nasconde ancora un alto rischio di insuccesso.

Innanzitutto il problema risiede nel fatto che altri modelli non vedono uno split deciso, ma solo un DISTURBO dell’alta pressione alla compattezza del vortice polare. C’è poi da considerare la presenza dell’anticiclone subtropicale che proprio all’ultimo andrebbe a deviare la colata fredda verso i Balcani (tanto per cambiare no?)

Lo vediamo qui molto bene: arriverebbero comunque freddo e neve sul basso Adriatico e più marginalmente sul resto del sud e sull’Abruzzo, mentre il resto del Paese starebbe a guardare, per poi essere nuovamente inghiottito dall’alta pressione.

Può davvero finire così? Ci sono segnali contrastanti ancora, nulla è deciso, ma comunque rispetto ai giorni scorsi, sono tornati in auge quegli affondi del vortice polare verso sud che in questo momento sono gli unici che possono salvarci dalla siccità, sempre che si dirigano con maggiore decisione verso l’ovest o il centro del Continente. Nei prossimi articoli dedicheremo ampi approfondimenti a questa evoluzione. Seguiteci!
Autore : Alessio Grosso
