20:36 17 Gennaio 2026

Forte Maltempo tra lunedì 19 e mercoledì 21: le regioni più colpite

Un insidioso vortice ciclonico prenderà vita a inizio settimana, scatenando condizioni di severo maltempo sulle nostre Isole e all'estremo Sud. Attesi venti di burrasca e accumuli pluviometrici eccezionali che potrebbero creare criticità idrogeologiche.

Forte Maltempo tra lunedì 19 e mercoledì 21: le regioni più colpite

Immaginate l’atmosfera come un enorme palcoscenico dove, dopo l’uscita di scena di un attore protagonista, ne entra subito un altro, pronto a rubare la scena con un monologo drammatico.
Le mappe elaborate da MeteoLive.it, che si avvale del nostro centro di calcolo di Meteo Italia S.r.l., suggeriscono che questo nuovo personaggio atmosferico non ha intenzione di passare in punta di piedi, ma vuole fare molto rumore, specialmente sulle nostre Isole Maggiori e all’estremo Sud.

La trappola africana e il richiamo del freddo

Tutto avrà inizio in sordina durante la giornata di domenica. Una saccatura atlantica, stanca di viaggiare sull’oceano, allungherà i suoi tentacoli verso il Mediterraneo occidentale, andando a nascondersi, quasi a cercare rifugio, sulle coste del Nord Africa entro la giornata festiva. In condizioni normali, questa depressione potrebbe esaurirsi lì, morendo di inedia tra le dune del deserto. Ma l’atmosfera ha in serbo un colpo di scena. Un flusso di aria gelida, sceso dall’Europa orientale con l’arroganza tipica delle correnti invernali, la “vedrà” e deciderà di agganciarla proprio all’inizio della nuova settimana.

Lunedì 19 gennaio assisteremo a questo “rapimento” meteorologico: l’aria fredda trascinerà il vortice fuori dall’Africa, rinvigorendolo con una iniezione di energia pura e spingendolo prepotentemente verso l’Italia. Il contrasto termico tra il respiro caldo del mare e lo schiaffo gelido dei Balcani fungerà da carburante “ad alto ottano” per il ciclone.

L’apice della furia tra martedì e mercoledì

Se lunedì sarà l’antipasto, il piatto forte arriverà tra martedì 20 e mercoledì 21 gennaio. I modelli matematici, con la freddezza dei numeri, stimano che la pressione potrebbe crollare fino a 997 hPa. Per chi non mastica pane e barometri, significa che il vortice diventerà una vera e propria “pompa” aspiratutto, capace di generare venti furiosi e precipitazioni torrenziali.

Le regioni che si troveranno in prima linea in questa battaglia atmosferica saranno la Sicilia, la Sardegna (specialmente i settori tirrenici e meridionali) e la fascia ionica della Calabria. Qui l’acqua non cadrà semplicemente, ma verrà rovesciata con violenza. Si temono accumuli che, entro la giornata di mercoledì, potrebbero raggiungere valori impressionanti, talvolta sfondando il muro dei 300 millimetri totali. È una quantità di pioggia che solitamente cade in mesi interi, concentrata in poche decine di ore. Il rischio di criticità idrogeologiche, purtroppo, diventa concreto, con particolare apprensione per la provincia di Catania e il sud della Sardegna.
Quanto è probabile in generale questo forte maltempo? Sulla base delle mappe al momento disponibili siamo intorno al 90%, saranno tuttavia possibili eventuali variazioni nella collocazione delle piogge più intense, che vi comunicheremo tempestivamente (ci chiamiamo non a caso “MeteoLIVE“).

La nostra analisi trova conferma anche nel modello ICON su base grafica Meteologix, che mostra le aree più a rischio di piogge abbondanti e nubifragi (in rosso e viola) previsti fra lunedì e mercoledì. Nel mirino la Sardegna orientale/meridionale e la Sicilia orientale e la Calabria.

Il ruggito del vento e la voce del mare

Non sarà solo l’acqua a preoccupare, ma anche Eolo vorrà dire la sua. Il ciclone attiverà una ventilazione ciclonica tempestosa. Le correnti di Scirocco e Levante soffieranno con raffiche che potrebbero superare agilmente i 100 km/h. Immaginate il mare che risponde a questa sollecitazione: le onde si alzeranno come muri d’acqua, con altezze che al largo potranno superare i 5 o i 6 metri. Le mareggiate flagelleranno le coste esposte dello Ionio e delle Isole, rendendo la navigazione e le attività costiere non solo difficili, ma estremamente pericolose e probabilmente impossibili.

Il nordovest e l’adriatico: spettatori o comparse?

Mentre il Sud affronterà la tempesta, il resto d’Italia non rimarrà del tutto a guardare, sebbene con effetti molto diversi. L’aria fredda che alimenterà il ciclone, entrando dalla porta orientale (“la Bora”), porterà un calo termico e instabilità anche sulle regioni adriatiche. Ma c’è una chicca per gli amanti dell’inverno al Nordovest: nella giornata di lunedì, il richiamo freddo da est potrebbe creare quel cuscinetto freddo per permettere ai fiocchi di neve di spingersi fino a quote collinari sul Piemonte. Una nevicata coreografica, forse, ma che ricorda come l’inverno sia ancora padrone del campo, e lo sarà soprattutto oltre i 1.000m.

L’effetto stau: quando le montagne strizzano le nuvole

In meteorologia, spesso sentiamo parlare di piogge intense vicino ai monti, ma perché accade? Si chiama effetto “Stau”. Immaginate le nuvole cariche di umidità spinte dal vento come un esercito in marcia. Quando incontrano una catena montuosa (come l’Etna o l’Aspromonte), non possono attraversarla, quindi sono costrette a salire rapidamente lungo il pendio. Salendo, l’aria si raffredda, il vapore condensa e la nuvola viene letteralmente “strizzata” come una spugna proprio sul versante esposto al vento, scaricando quantità di pioggia enormi. Una volta valicata la cima, l’aria scende secca e calda dall’altra parte (il famoso Favonio). Ecco perché in situazioni di venti orientali o sciroccali, le zone ioniche rischiano il diluvio mentre quelle tirreniche restano a volte all’asciutto.

Uno sguardo oltre la tempesta

Mentre questo Ciclone Harry (o come decideranno di chiamarlo) farà il suo corso, esaurendo la sua rabbia probabilmente nella seconda parte della settimana, una massa d’aria artica continentale, ancora più gelida, osserverà la scena dall’Europa nord-orientale. La sua evoluzione futura è ancora un rebus per i calcolatori, ma la sua presenza incombe come una promessa: l’inverno ha ancora molte carte da giocare e questa potrebbe essere solo la prima mano di una partita lunga e avvincente.

Riepilogo dell’articolo

Un potente ciclone mediterraneo si formerà a partire dal weekend del 17-18 gennaio, intensificandosi drasticamente tra lunedì 19 e mercoledì 21 gennaio. Il vortice, alimentato da un contrasto tra aria atlantica e flussi freddi balcanici, colpirà duramente le Isole Maggiori e la Calabria. Si prevedono accumuli di pioggia estremi, fino a 300mm, su Est Sicilia, Calabria ionica e sud ed Est della Sardegna, con alto rischio di nubifragi e allagamenti. I venti soffieranno tempestosi oltre i 100 km/h provocando mareggiate con onde di 5 metri. Al Nordovest, lunedì possibile neve a quote collinari specie sul basso Piemonte.