Il rebus della neve in pianura: chi vedrà i fiocchi fra venerdì e sabato?

Mentre il ciclone Harry abbandona definitivamente il Sud Italia nella giornata di giovedì, lo scenario meteorologico europeo si prepara a un rapido mutamento. Una nuova depressione di origine atlantica sta puntando il Mediterraneo: le avvisaglie si manifesteranno con le prime piogge sulla Sardegna occidentale già nelle prossime ore. Venerdì sarà la giornata di svolta, con il fronte perturbato che impatterà decisamente sul Nordovest e sull’alto Tirreno, per poi estendersi al resto del Settentrione e al Centro.
Ciò che rende interessante questa evoluzione è l’aria fredda rimasta intrappolata nei bassi strati sulla Val Padana. Questo “cuscinetto” termico permetterà ai fenomeni di assumere carattere nevoso a quote molto basse, trasformando la pioggia in neve laddove le temperature lo consentiranno.
Il rebus della neve in pianura: chi vedrà i fiocchi?
La previsione della neve in pianura per la notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio presenta una sfida complessa. Non essendoci stata una massiccia irruzione di gelo dall’Est, le temperature al suolo sono al limite. Manca quel freddo intenso che garantirebbe l’imbiancata sicura su tutta la Pianura Padana.

Attualmente, i modelli matematici mostrano scenari divergenti a causa della direzione dei venti. Se prevalesse lo Scirocco, l’aria più mite limiterebbe la neve al solo basso Piemonte e alle Alpi. Se invece dovessero inserirsi correnti da Sud-Ovest (Libeccio), schermate dall’Appennino, si creerebbe un corridoio favorevole alla neve tra Liguria interna e Lombardia, capace di coinvolgere in parte anche l’area milanese.
Secondo le elaborazioni di MeteoLive.it, che si avvale del centro di calcolo di Meteo Italia S.r.l., la probabilità di maltempo invernale è altissima, ma la localizzazione precisa dei fiocchi è ancora soggetta a variabili. Al momento si stima che:
- È molto probabile (75%) vedere neve sul basso Piemonte, basso Pavese e nei fondovalle alpini fino a 200-300 metri.
- C’è una possibilità inferiore (30-35%) che la neve riesca a cadere, spesso mista a pioggia, sulla maggior parte della pianura piemontese e lombarda.
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Dettaglio del tempo per il weekend
Il peggioramento entrerà nel vivo venerdì, con piogge che si intensificheranno su Liguria e Lombardia, trasformandosi in neve dai 300-500 metri. Con il calare della sera e l’intensificarsi delle precipitazioni, la quota neve potrebbe crollare ulteriormente, portando fiocchi fradici o misti a pioggia su alcune aree della Pianura Padana.
Sabato mattina avremo ancora residui fenomeni su est Lombardia e Triveneto, con neve che risalirà oltre i 600-800 metri. Seguirà una pausa pomeridiana, ma l’illusione durerà poco: in serata una seconda perturbazione raggiungerà il Nordovest, le Isole Maggiori e le tirreniche. Questo nuovo impulso estenderà i suoi effetti a gran parte d’Italia nella giornata di domenica.
Focus città e aree sensibili
L’impatto sulla vita quotidiana varierà notevolmente da zona a zona. Ecco cosa ci si potrebbe attendere:
- Cuneo e Basso Piemonte: È la “roccaforte” della neve. Qui la colonna d’aria dovrebbe reggere, garantendo accumuli al suolo.
- Torino: La città potrebbe soffrire dell’ombra pluviometrica. Si vedranno probabilmente fiocchi, ma gli accumuli significativi dovrebbero riguardare la collina (Superga) piuttosto che il centro.
- Milano: Sulla metropoli lombarda l’isola di calore urbano gioca a sfavore. Sarà possibile osservare breve nevischio o neve bagnata che cade tra la pioggia, ma senza creare disagi stradali, dato che le temperature rimarranno sopra lo zero. Maggiori possibilità fuori città.
- Entroterra Ligure: Attenzione ai valichi tra Savona e Genova. Il fenomeno della “tramontana scura” potrebbe rovesciare aria fredda e neve a quote bassissime sul versante interno.

