14:19 2 Novembre 2025

Presto anticiclone in crisi, piogge dal 7 novembre

La stabilità sarà effimera. Un'ombra si muove dal Tirreno e minaccia di rovinare la quiete proprio sul finire della settimana. Ecco le regioni che devono prepararsi al maltempo da venerdì.

Presto anticiclone in crisi, piogge dal 7 novembre

L’alta pressione, dopo le piogge di domenica 2 e lunedì 3, prenderà il controllo da martedì 4 novembre, portando sole e clima mite. La tregua sarà breve: già da venerdì 7 si teme l’arrivo di piogge e temporali, quantomeno sulle Isole Maggiori e sulle coste tirreniche.

Il commiato del fronte atlantico

Stiamo iniziando questo novembre sotto il segno della pioggia. Il fronte atlantico, quel viaggiatore carico di umidità, sta completando la sua traversata, portando rovesci soprattutto al Nord. In questo momento, la sua presenza è massiccia su alto Piemonte, Lombardia e fra Emilia, Veneto e Friuli, specie sui settori prealpini in genere, che sono i più esposti e con accumuli importanti già registrati domenica mattina tra l’alto Genovese e l’alta provincia di Udine.

Il resto del Paese, per ora, osserva. Al Centro e al sud si notano solo delle velature innocue. Nelle prossime ore, tuttavia, il fronte atlantico continuerà la sua marcia inesorabile verso Levante, portando piogge più consistenti su tutto il Settentrione e raggiungendo anche le regioni centrali, prima di lasciare campo libero.

L’anticiclone stabilizza i confini

Alle spalle di questo rapido passaggio, avanza prepotentemente il nostro “eroe” del bel tempo: l’alta pressione. Non è un anticiclone qualsiasi, ma una figura di matrice subtropicale che si estende con autorità, come un generale che prende possesso di un vasto territorio. Questo sistema creerà un blocco solido e stabile per i giorni 4, 5 e 6 novembre.

L’effetto più gradevole sarà la temperatura: le masse d’aria mite, spinte da un flusso sudoccidentale, manterranno il clima ben al di sopra delle medie stagionali. Dimenticate la morsa del freddo: in diverse zone del Centro-Sud, le massime potrebbero superare facilmente i 20°C, regalandoci un piacevole prolungamento della stagione calda.

La cappa di nebbia e l’aria ferma

Ma ogni “generale” ha i suoi difetti. Nel caso dell’alta pressione autunnale, il suo punto debole è la nebbia. Nelle notti serene, l’umidità depositata dalle piogge recenti, unita all’aria ferma tipica di questi blocchi anticiclonici, crea le condizioni ideali per la condensazione. Immaginate la pianura come una pentola a pressione dove il calore notturno non può sfuggire; l’umidità si addensa e crea un velo denso e persistente.

Aspettiamoci quindi, nelle ore notturne e mattutine, i primi banchi di nebbia fitta e foschie, specialmente in Val Padana e nelle valli interne del Centro. Attenzione anche alla qualità dell’aria: la stabilità atmosferica, in assenza di ricircolo, imprigiona gli inquinanti al suolo, peggiorando il loro accumulo.

Curiosità meteo: cos’è l’isoterma di zero gradi?

Un dato che ci rivela quanto sia mite questo novembre è l’altezza dell’isoterma di zero gradi, ovvero la quota dove la temperatura dell’aria raggiunge appunto 0°C per la prima volta. Con l’arrivo dell’anticiclone, questa quota si innalzerà notevolmente, arrivando fino a 3.600m su molte aree Italiane, confermando che l’aria che ci sovrasta è molto più calda del normale per questo periodo.

Il ritorno dell’ombra atlantica da venerdì 7

La serenità anticiclonica, tuttavia, è destinata a durare poco. Le mappe ci mostrano che l’alta pressione non è immune agli attacchi esterni. Verso la fine della settimana, il muro stabile potrebbe iniziare a creparsi.

L’ombra di una prima figura depressionaria si sta affacciando con prepotenza sul Mar Tirreno, pronta a mettere in discussione il dominio anticiclonico a partire da venerdì 7 novembre. Le prime regioni a doversi preparare al ritorno dell’ombrello saranno le Isole Maggiori, con particolare attenzione alla Sicilia e alla Sardegna, dove non sono da escludere piogge e temporali anche abbondanti. Il fronte instabile potrebbe poi risalire le coste delle regioni tirreniche.

Weekend a rischio e il fattore “carburante”

Questo assaggio di maltempo potrebbe trasformarsi in un vero e proprio guasto incisivo durante sabato 8 e domenica 9 novembre. Se la “porta atlantica” si aprisse definitivamente, l’Italia intera verrebbe coinvolta da una serie di episodi piovosi tipici di un autunno pieno. È un segnale che l’anticiclone, pur apparendo imponente, mostra una vulnerabilità non indifferente.

E c’è un dettaglio da non trascurare. Il Mediterraneo è insolitamente caldo, con una temperatura superficiale superiore di circa 2 gradi alla media. Immaginate il mare come un immenso serbatoio di “carburante” termico ed energetico. Quando una perturbazione, anche debole, viaggia su acque così calde, assorbe questa energia extra e potrebbe trasformarsi in un evento di maltempo molto più intenso del previsto, specialmente sulle regioni del Centro-Nord, nelle settimane successive. Il freddo vero non si vede all’orizzonte, ma l’intensità delle piogge è una minaccia reale.

In sostanza, stiamo vivendo un Novembre dalle due facce: un clima gradevole e insolitamente mite, quasi una finta primavera, che però alimenta la potenza dei futuri temporali.

Riepilogo dell’articolo

L’Italia sta vivendo il passaggio del primo fronte atlantico di novembre, con piogge consistenti al Nord (specie, Lombardia e Triveneto). Subito dopo, tra martedì 4 e giovedì 6, un potente anticiclone subtropicale garantirà sole e temperature massime ben superiori alla media (anche oltre 20°C). Attenzione alle nebbie notturne in Val Padana, che peggioreranno la qualità dell’aria. La stabilità è a tempo: da venerdì 7 novembre è atteso un peggioramento con piogge e temporali, specie su Sicilia, Sardegna e coste tirreniche. Le temperature del mare, più alte del normale, rappresentano un rischio per l’intensità delle prossime perturbazioni.