Meteo, GROSSO: “mappe PAZZE, dove va l’inverno? Cosa dobbiamo aspettarci?”
Sembra il solito inverno scontato? Invece potrebbe non esserlo affatto. Ecco perchè...


E poi dicono che stiamo vivendo un cambiamento climatico costante. Peccato che nessuno si sia accorto che da almeno 35 anni, in Europa questo breve ciclo climatico ha subìto soli pochi aggiustamenti. Si certo, c’è stata qua e là in Italia qualche annata più piovosa, fresca e nevosa delle altre, ma per la stragrande maggioranza in questi 35 anni abbiamo vissuto con l’anticiclone; le fasi di prolungata stabilità, caldo e siccità hanno sbaragliato la concorrenza.
Dunque il periodo micro-climatico che abbiamo vissuto nel complesso è cambiato pochissimo dopo la conclamata anomalia registrata alla fine degli anni 80, con il flusso perturbato atlantico in risalita verso latitudini più settentrionali, situazione già segnalata da grandi meteorologi come Kappenberger (si legga il suo famoso "il tempo in montagna), con anticicloni estivi (di matrice africana) ed invernali di durata esponenzialmente più lunga che nel passato, anomalia che si riscontrava già negli anni 90 e che ancora oggi, magari ancora più marcata, certamente sussiste, anzi straborda.
E che dire delle nevicate invernali su Grecia, Turchia, Medio Oriente e persino nel cuore del Sahara? Ogni volta si sente dire: "è il clima che cambia!". Un accidente! E’ così dagli anni 90, queste situazioni si ripetono proprio per le situazioni di blocco che viviamo nel cuore dell’Europa. L’aria fredda prende altre vie. Ogni tanto visita le nostre regioni adriatiche portando la neve sin sulle coste.
Mentre l’inverno al nord e sul Tirreno si è trasformato da allora in un’autentica sofferenza. Cosa ci fa pensare allora che questa stagione 2023 sfugga a questa strabiliante continuità climatica?
Non potrebbe andare ancora nel seguente modo?
Ecco infatti le lingue gelide che sfiorano il sud portando magari i fiocchi a sfiorare le spiagge della Puglia venerdì 3 febbraio, come mostrano le due mappe seguenti relative al quadro barico e poi a quello termico a 1500m:


E dopo? L’anticiclone "mostro" come lo ribattezziamo da anni, non stenderà il suo braccio stabilizzante da est ad ovest andando a sancire la chiusura della stagione come mostra la mappa qui sotto, così come prevede la media degli scenari del modello americano? Il tutto sul finire della prima decade del mese di febbraio…

Può darsi, ma sarebbe troppo facile. Ad est di aria fredda ne giungerà davvero molta. E il freddo è pesante da rimuovere. Quelle correnti atlantiche non avranno vita facile nell’avanzare verso est, così come l’anticiclone potrebbe in realtà essere tentato di fuggire verso nord, facendosì infilare dai quadranti nord-orientali proprio dal 6-7 in poi, da masse d’aria GELIDE di diretta estrazione artica continentale o polare continentale (cambia poco, sempre gelate sono) ed ecco infatti che le mappe queste cose le vedono, non tutte ovviamente ma le vedono e le propongono, sotto traccia ma ci sono e noi ve le mostriamo, anche se la loro attendibilità è per il momento BASSA, anche se per nulla impossibile da riscontrare.


Chiaramente le temperature a 1500m sarebbero decisamente più basse di quelle che abbiamo visto per il 3 febbraio e non ci sarebbe poi così tanto da stupirsi, è proprio a febbraio che si accumula il massimo freddo alle latitudini polari e dunque l’aria che dovesse giungere da quelle latitudini potrebbe raggiungere anche valori di -24°C a 1500m. Sotto ci spingiamo solo sino a -16°C, valori di tutto rispetto:

RIASSUMENDO:
tra giovedì 2 e venerdì 3 febbraio il sud Italia e il medio Adriatico potrebbero essere raggiunti da aria decisamente fredda in grado di determinare qualche nevicata a quote molto basse, 200-400m. Tempo secco e ventilato altrove, mite in Valpadana per venti di caduta dalle Alpi. Solo sui settori confinali con Austria e Svizzera qualche fiocco portato da nord. Attendibilità 45-55%
Nei giorni successivi dal 5 al 10 febbraio:
IPOTESI 1
dopo una fase di relativa incertezza, ma probabilmente tranquilla, aria fredda potrebbe rientrare da est o da nord-est sull’Italia con conseguenze tutte da valutare. Attendibilità bassa: 20%
IPOTESI 2
L’anticiclone, pur con qualche tentennamento potrebbe assicurare una fase di tempo stabile e mite, con l’aria fredda che potrebbe limitarsi a lambire ancora a tratti il basso Adriatico. Attendibilità media: 60%
IPOTESI 3
Altro affondo freddo per il sud e marginalmente per il versante Adriatico con rischio di neve a quote basse su queste zone, persistenza della fase asciutta altrove, mite per foehn al nord-ovest. Attendibilità bassa: 20%
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Autore : Alessio Grosso
