08:50 30 Gennaio 2026

Meteo, ribaltone invernale: il Vortice Polare punterà l’Italia dal 10 febbraio

Per ora si vede solo in stratosfera. Ci saranno risvolti reali in troposfera con freddo e neve anche in Italia?

Meteo, ribaltone invernale: il Vortice Polare punterà l’Italia dal 10 febbraio

Il riscaldamento stratosferico presente già in atto nell’area polare, vivrà il suo “momento di gloria” tra il 7 e il 12 febbraio, quando il vortice polare verrà diviso nettamente in due nuclei distinti (tecnicamente si assisterà ad uno SPLIT, cioè ad una divisione del vortice polare) che NON avviene ogni anno. Questo risulta particolarmente spettacolare, con uno dei due nuclei che colpisce in pieno l’Europa e l’Italia, come mostra questa nuova mappa prevista per il 9 febbraio in stratosfera e valida per l’emisfero nord, elaborata dal modello GFS su base grafica Meteociel:

E’ molto difficile e raro che si assista ad una sovrapposizione di questo schema barico, così come lo vedete, in troposfera. Se così fosse vivremmo 15 giorni di autentica era glaciale. Quasi certamente non sarà così ma potrebbe comunque esserci una rivoluzione dello schema barico attualmente presente sull’Europa con la tendenza ad una circolazione più meridiana, rispetto a quella zonale che stiamo sperimentando ormai da parecchi giorni ed entro il 10-15 febbraio la circolazione potrebbe modificarsi così, sempre secondo il modello ECMWF su base grafica Meteociel:

Significherebbe un maggior apporto di aria fredda sull’Italia con occasione per nevicate a quote basse non solo sulle Alpi ma anche sugli Appennini e un clima decisamente più invernale, anche se con gradualità.
Il tutto verterebbe sulla costruzione di un anticiclone tra l’Atlantico e la Groenlandia, che facesse da blocco alle correnti zonali miti da ovest, e isolasse l’Europa, sulla quale affluirebbe gradualmente aria molto fredda di estrazione artica da nord-est, come si vede in questa mappa termica per il 12 febbraio a 1500m del modello ECMWF su base grafica Meteociel:

Le conseguenze sarebbero tutte da verificare ma arriverebbe freddo vero, anche intenso e nevicate magari soprattutto in Adriatico e al sud, ma tutto dipenderebbe dall’ubicazione di eventuali vortici depressionari sorti proprio per l’impatto di questa aria gelida.
Gli altri modelli però restano piuttosto scettici e continuano per forza d’inerzia a riproporre sempre lo stesso schema barico per giorni e giorni, almeno sino alla metà di febbraio, una situazione che inevitabilmente comporterebbe un ulteriore addolcimento del clima, quasi un assist alla primavera.
Chi avrà ragione?
IN SINTESI
Si parte da un punto fermo. Sta avvenendo, ma si manifesterà in modo ancora più netto a breve, un grosso riscaldamento nella stratosfera polare, che entro il 10 febbraio, prevede la completa dispersione del vortice polare in due nuclei, uno dei quali potrebbe raggiungere l’Europa.
Lo Strat-warming è il “colpo di scena” preferito dai meteorologi, perché è uno dei pochi eventi atmosferici in grado di stravolgere completamente il clima a livello globale in pochi giorni.
Nota bene: Non è detto che il freddo colpisca l’Italia al 100%. L’accoppiamento tra eventi stratosferici e troposferici è difficile e comunque la divisione del vortice polare è come un palloncino che scoppia: i frammenti possono finire sugli USA, sulla Russia o sull’Europa. Se però il “pezzo” giusto punta il Mediterraneo, passiamo dalla primavera anticipata all’inverno crudo in meno di 48 ore.

Le conseguenze pratiche dal 10 febbraio per noi comuni mortali potrebbero essere:
completamente nulle, cioè la stagione continuerebbe fino a fine febbraio con un tempo simile a quello che stiamo sperimentando o con qualche variante mite sul tema, a causa del mancato collegamento della stratosfera con la troposfera (attendibilità: 40%)
parziali, cioè con tendenza ad una maggiore penetrazione dell’aria fredda lungo i meridiani e dunque con condizioni più invernali sull’insieme del Paese, non troppo fredde, ma con neve a quote basse ad intervalli sui nostri rilievi (attendibilità: 35%)
condizioni spiccatamente invernali con formazione di un anticiclone ad ovest del Continente che blocchi la circolazione mite, si congiunga con quello scandinavo e favorisca un afflusso di aria molto fredda o gelida da nord-est in grado di determinare nevicate anche in pianura. (attendibilità: 25%).

Dunque insieme i due scenari che prevedono un cambiamento di circolazione sull’Europa paiono superare quello che evidenzierebbe un sostanziale “nulla di fatto”.
Molto interessante, ma la distanza temporale impone comunque molta prudenza.

LEGGI ANCHE