L’INVERNO sferrerà un ultimo attacco? L’analisi del modello americano
C'è ancora la possibilità che l'inverno faccia sentire la sua voce?

L’inverno. Di lui si sono ormai perse le tracce, ci aggiriamo tra autunno e primavera. Non basterà l’episodio di maltempo (tra l’altro di stampo autunnale) per riconciliarci con la stagione. Occorre ben altro per dire di aver vissuto un episodio invernale.
Si sta preparando qualcosa da metà mese in poi o la stagione finirà in modo inglorioso? Si, i modelli hanno fiutato un indebolimento del vortice polare, una tendenza delle correnti a disporsi da est, la potenziale risalita dell’anticiclone verso nord a costituire un ponte con l’anticiclone russo-scandinavo, ma non basta ancora.
Non basta perché il modello americano non è convinto della costruzione del ponte e, emissione dopo emissione, segnala sempre una soluzione di comodo, cioè quella che prevede il classico “nulla di fatto” con l’anticiclone che invade il Mediterraneo, le correnti zonali da ovest che viaggiano ondulate verso est e una fine ingloriosa della stagione, come evidenziato qui:

C’è però anche stamane una lieve prevalenza (55% a 45%) per una situazione più dinamica, che passa non solo da tentativi del freddo di raggiungerci da est, ma anche semplicemente di scorrere retrogrado all’altezza dell’Europa centrale, andando a convergere in depressioni in arrivo dall’Atlantico e favorendo così precipitazioni di una certa rilevanza, come vediamo qui:

Sempre sulla falsariga della costruzione del famoso ponte anticiclonico, ecco altre situazioni che fanno intendere come blocchi freddi da est possano raggiungere il Mediterraneo entro il 18 febbraio con conseguenze che riporterebbero neve a quote basse in Adriatico e su parte del sud e perlomeno freddo invernale su tutta Italia:

Di queste azioni retrograde da nord-est ce ne sono diverse che vengono messe in evidenza, qui ne vediamo un’altra, il maltempo è sulla Grecia ma il freddo ci raggiunge ugualmente:

C’è anche, meno probabile, l’ipotesi di una massa d’aria ben più gelida che, nel corso dell’ultima decade del mese, approfittando del teorico spostamento dell’anticiclone verso la Groenlandia, proverebbe ad inserirsi sull’Europa con moto retrogrado, dando vita ad una fase di maltempo che porterebbe probabilmente neve a quote basse e freddo in sfondamento su gran parte dell’Europa. Da valutare quanto potrebbe succedere in Italia. Al momento questa è però l’ipotesi più estrema e dunque meno probabile.

In definitiva le possibilità di un revanscismo invernale in zona Cesarini restano intatte ma non superano al momento il 55%.

