12:01 29 Ottobre 2025

L’inverno 2025-26 condizionato dalla Niña? Le proiezioni per l’Italia

Freddo e anticicloni protagonisti: cosa aspettarsi tra gennaio e marzo secondo gli scenari meteo legati alla Niña.

L’inverno 2025-26 condizionato dalla Niña? Le proiezioni per l’Italia

La Niña (l’anomalo raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico) può portare conseguenze anche su vasta scala se è ben sviluppata. Ad esempio il primo effetto che si ha, è generalmente legato ad afflussi di aria molto fredda dal Canada verso gli States centro-orientali, con conseguente gelo estremo e copiose nevicate su alcuni Stati, come mostra questa mappa termica a 1500m:

Un effetto sull’Italia (ma è tutto da verificare poiché l’episodio di Niña previsto si valuta come debole) potrebbe essere quello di rafforzare gli anticicloni ma anche di spingerli verso nord di quel tanto che basta per innescare irruzioni fredde lungo le regioni adriatiche e al sud con nevicate a quote basse a più riprese tra gennaio e febbraio, come si vede qui:

Non sarebbe invece affatto un inverno favorevole a nevicate abbondanti sulle Alpi in base a questo criterio, con la neve che al massimo potrebbe ammantare i versanti esteri se dovessero intervenire correnti da nord, come si vede qui (foehn sui nostri versanti che resterebbero sottovento):

Solo all’inizio e alla fine della stagione, quando cioè il vortice polare si dimostrerà più debole, alcune perturbazioni potrebbero penetrare da ovest portando precipitazioni anche al nord e sul Tirreno, come da figura barica:

Il tutto però un un contesto relativamente mite e certamente non con nevicate in pianura, salvo qualche sporadica eccezione, limitate a fasce di territorio molto ristretto. Per molti giorni comunque l’anticiclone tra fine dicembre e inizio febbraio potrebbe condizionare il tempo mantenendolo ovunque asciutto e mite, eccezion fatta che al di sotto delle nebbie padane (dove insisterebbe freddo umido):

Un osservatore attento si accorgerà che la stagione potrebbe ripercorrere la falsariga di tanti degli ultimi 25 inverni italiani. La risposta affermativa e in tempi di Niña e di un vortice polare dotato solitamente di un surplus energia che gonfia l’anticiclone e nega l’inserimento alle perturbazioni, la soluzione più probabile non può essere che questa.

SINTESI STAGIONALE
inizio dicembre e fino a metà mese: possibili passaggi piovosi sull’Italia, specie al nord e sul Tirreno, neve sulle Alpi dalle quote medie, solo occasionalmente a quote più basse, non escluso una fugace apparizione della neve a quote quasi pianeggianti sulla Valpadana occidentale (come occorso spesso negli ultimi anni in questo periodo)
da metà mese a fine anno: possibile affermazione dell’anticiclone, non esclusa una fase fredda con neve a quote basse su medio Adriatico e meridione, specie tra Natale e Capodanno.
-gennaio: spesso caratterizzato dall’anticiclone ma con almeno due possibili irruzioni fredde da nord o da nord-est con nevicate sui settori alpini di confine ed esteri, e a bassa quota su Romagna, medio Adriatico e meridione.
febbraio: ancora anticiclone ma con un’altra fase fredda sempre destinata alle medesime zone e rischio anche di qualche fugace comparsa della neve in pianura su Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Assenza di fenomeni significativi sul versante tirrenico e al sud. Fine mese con possibile passaggio di qualche perturbazione atlantica con deboli piogge al nord e sul Tirreno e qualche nevicata sino alle quote medie sulle Alpi.
marzo: mese variabile con possibile almeno un’ondata di freddo tardiva.

NOTA
Naturalmente si tratta di proiezioni che tengono conto della statistica e di qualche indice di teleconnessione, non pretendono di scrivere in anticipo tutto il tempo della stagione, ma solo di considerarne un certo tipo di sviluppo, vicino all’andamento degli ultimi anni. E siccome il tempo non ama “spendere energia” per modificare un assetto barico che gli è congeniale, non è improbabile che alla fine possa seguire proprio questa falsariga.

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