INVERNO “pensionato” da sabato, ma tutti si aspettano un GRAN FINALE, vediamo se ci sarà
L'ondata di freddo batterà in ritirata nel fine settimana in concomitanza con il rientro in grande stile dell'anticiclone. Vediamo insieme quanto potrà durare il suo dominio e se ci saranno nuove fasi invernali in "zona Cesarini".


INVERNO di nuovo ai BOX: all’inverno europeo negli ultimi anni è piaciuto il ruolo del pensionato anticipato; sembra proprio uno di quelli che ha beneficiato delle "baby pensioni" tanto è scomparso dalla scena con celerità, per ritagliarsi un ruolo da spettatore. Adesso, dopo la breve sfuriata di questi giorni, seppure in qualche caso intensa, rieccolo cedere il passo a chi invece di andare in pensione non è alcuna voglia: l’anticiclone!
Lo vediamo in tutta la sua maestosità spadroneggiare sull’Europa centrale e mediterranea tra domenica 12 e mercoledì 15 febbraio, tenendo alla larga ogni velleità da ovest e da est, e soprattutto favorendo un progressivo rialzo delle temperature:

DURATA dell’ANTICICLONE:
Non mancheranno disturbi a questa egemonia, ma potrebbero risultare parziali, ad esempio il flusso perturbato atlantico potrebbe abbassarsi di qualche grado di latitudine proprio da metà mese portando qualche annuvolamento associato a piovaschi per un richiamo di venti umidi occidentali su alta Toscana e Spezzino, così come una nuvolaglia irregolare al nord, ma pochi altri riflessi, sempre in un contesto mite:

E DOPO?
Poi si aprono scenari ancora caotici, l’idea è che possa scaturirne una situazione di venti da nord lungo l’Adriatico, quale riflesso di una moderata azione fredda sui Balcani, come si scorge qui per domenica 19 febbraio, anche qui però i risvolti sarebbero molto modesti, legati a nevicate sui settori alpini di confine con l’Austria, e in parte lungo il versante Adriatico dell’Appennino:

E nell’ultima decade di febbraio? Il modello americano torna a proporre nella media degli scenari una soluzione di comodo: flusso perturbato atlantico che scorre alto di latitudine e sostanziale tenuta dell’anticiclone, con tempo ancora secco e mite sull’Italia:

MA ATTENZIONE!
Proprio il trasferimento di energia che si consumerà in questi giorni dalla troposfera alla stratosfera potrebbe attivare un major warming, cioè un riscaldamento importante che potrebbe avere ripercussioni sia sul vortice polare in quella sede, sia ai piani più bassi dell’atmosfera, rendendo decisamente più turbolenta la circolazione sull’Europa e spianando la strada ad una finale di febbraio, ma soprattutto ad un inizio di marzo molto più perturbato, anche se non necessariamente freddo. Qui sotto ecco lo strawarming previsto in stratosfera tra qualche giorno secondo il modello americano:

RIASSUMENDO
Freddo sino a venerdì 10 febbraio con maltempo all’estremo sud e qualche nevicata in Adriatico.
Da sabato 11 a martedì 14 progressivamente più mite e stabile con temperature in rialzo soprattutto nei valori massimi e in quota.
Da mercoledì 15 febbraio passaggio a variabilità al nord e sulla Toscana ma con scarsi fenomeni e in un contesto ancora mite.
Entro sabato 18 o domenica 19 febbraio possibile afflusso temporaneo di correnti da nord lungo l’Adriatico con moderata flessione delle temperature ma con pochi risvolti in termini di precipitazioni, salvo modeste nevicate sui settori alpini di confine e sui rilievi abruzzesi e molisani.
Ultima decade del mese forse ancora stabile ma con possibili cambiamenti importanti se andranno concretizzandosi e propagandosi in troposfera gli effetti di un riscaldamento stratosferico.
Autore : Alessio Grosso
