Il grande FREDDO qui ha già colpito: -50°C e 3 nazioni congelate
Gelo eccezionale tra Russia, Stati Uniti e Canada: valori sotto la media, picchi fino a −50 °C e milioni di persone coinvolte nell’ondata artica di fine gennaio 2026.

L’ultima settimana di gennaio 2026 è stata segnata da un’ondata di gelo eccezionalmente intensa su vaste aree dell’emisfero nord. Tra Russia, Stati Uniti e Canada, le temperature sono crollate ben al di sotto delle medie stagionali, con picchi estremi e condizioni potenzialmente pericolose per milioni di persone. Le principali agenzie meteorologiche internazionali confermano un quadro coerente: freddo diffuso, venti gelidi e valori record.
Russia: gelo diffuso e temperature sotto la media
La Russia ha vissuto giornate particolarmente fredde, con valori ampiamente negativi su gran parte del territorio. Nevicate storiche in Kamchatka.
- La media nazionale di gennaio 2026 si è attestata attorno a −7,4 °C, circa 2,6 °C più fredda rispetto alla norma climatica.
- A Mosca, il 26 gennaio le temperature oscillavano intorno a −9 °C, con minime notturne inferiori e atmosfera limpida.
- Le regioni interne e siberiane hanno registrato valori ancora più bassi, in linea con la progressiva intensificazione del freddo nella seconda metà del mese.
Il quadro complessivo mostra un raffreddamento costante, tipico delle irruzioni artiche che caratterizzano gli inverni più rigidi della Russia europea.

Stati Uniti: ondata artica e gelo per milioni di persone
Gli Stati Uniti sono stati investiti da una delle più vaste ondate di freddo degli ultimi anni, accompagnata da una grande tempesta invernale.
- Secondo NOAA, oltre metà della popolazione statunitense è stata esposta a temperature pericolosamente basse.
- Nel Midwest e nel Nordest i termometri sono scesi a valori a due cifre sotto lo zero, con gelo intenso e persistente.
- La tempesta ha provocato blackout diffusi, neve, ghiaccio e condizioni definite “life‑threatening” dagli esperti.
- Le autorità hanno segnalato almeno 13 vittime collegate al maltempo.
L’afflusso di aria artica ha mantenuto le temperature estremamente basse per diversi giorni, aggravando i disagi e complicando le operazioni di soccorso. Qui una mappa termica a 1500m riferito al 25 gennaio dal modello GFS, su base grafica Meteociel:

Canada: picchi estremi fino a −50 °C e wind chill −55 °C
Il Canada è stato il Paese più colpito dall’ondata di gelo, con valori tra i più bassi registrati nell’emisfero nord in questo periodo.
- In Ontario, il 23–25 gennaio il vento gelido ha fatto percepire −26 °C, con punte previste fino a −32 °C.
- In Saskatchewan e Manitoba, le temperature reali hanno raggiunto −35 °C, con wind chill fino a −42 °C.
- Alcune comunità delle praterie hanno toccato valori estremi fino a −50 °C, con percezione −55 °C.
- Oltre 400 voli sono stati cancellati o ritardati tra il 24 e il 25 gennaio a causa del gelo intenso.
La causa principale è stata un marcato indebolimento del vortice polare, che ha permesso all’aria artica di scendere rapidamente verso sud.
Conclusione: un’ondata di gelo molto estesa
Tra il 25 e il 26 gennaio 2026, Russia, Stati Uniti e Canada hanno sperimentato un’ondata di gelo di notevole intensità, caratterizzata da:
- Russia: valori sotto la media e gelo diffuso.
- USA: tempesta invernale estesa, gelo per milioni di persone e impatti significativi.
- Canada: picchi estremi fino a −50 °C, tra i più bassi del periodo.
Un evento che conferma come le dinamiche del vortice polare possano influenzare simultaneamente interi continenti, generando condizioni estreme e potenzialmente pericolose.

