10:42 12 Febbraio 2024

GROSSO: tutto ha congiurato contro l’inverno, nel finale ci attendiamo solo qualche spiffero freddo

La stagione invernale ormai ridotta a mera comparsa. Ci attendono una primavera e un'estate da caldo record?

E’ andato tutto storto. L’inverno è stato ancora una volta vittima di una congiuntura barica negativa che lo ha penalizzato per tutta la stagione. Dal Nino alle correnti da ovest sempre troppo tese, all’unico blocco anti-zonale indotto dal riscaldamento stratosferico che ha finito per penalizzarci, rilanciandoci altra aria mite. In più le temperature superficiali dei mari troppo calde e una scarsa propensione ai blocchi anticiclonici alti.

Invano abbiamo sperato che finalmente le correnti occidentali frenassero un po’, invano che l’aria fredda finalmente si mettesse in moto verso sud. Non è successo, non sta succedendo e se accadrà si limiterà a qualche spiffero, come sempre accade sul finale di stagione, quando il vortice polare perde fisiologicamente forza e ne deriva una situazione caotica dalla quale può derivare anche qualche affondo freddo verso le basse latitudini.

E non è questione legata al Nino, la cui influenza concreta in Europa e soprattutto in Italia è ancora legata a molte leggende, con la Nina abbiamo visto situazioni simili, e le abbiamo viste anche senza entrambi. E’ il segnale di un inverno seriamente ammalato, la cui patologia viene facilmente ricondotta al riscaldamento globale, ma che in realtà ha radici più lontane:

1 una risalita parziale dell’attività della cella di Hadley verso nord

2 per conseguenza una risalita verso nord del flusso perturbato atlantico con il fronte polare che agisce troppo alto di latitudine

3 per conseguenza la cintura degli anticicloni subtropicali che ci abbraccia ormai per 9-10 mesi l’anno

Così è chiaro che i ghiacciai alpini tenderanno a fondere ulteriormente, che ogni stagione sarà sempre più calda, che nevicherà sempre meno, che farà insomma sempre meno freddo.

Ma è un comportamento irreversibile dell’atmosfera? No, questo non si può dire. Potrebbe essere un ciclo naturale, una conseguenza dell’aumento generale delle temperature favorito da un aumento della concentrazione di CO2 nell’aria, ma anche avere un’altra spiegazione ignota all’uomo.

Cosa dobbiamo attenderci allora? Una primavera secca e spesso calda e un’estate caldissima? Sarebbe facile rispondere SI, ma spesso quando le stagioni invernali sono risultate eccezionalmente miti, poi c’è stato un bilanciamento nelle altre stagioni, oppure quando come nel 1985 l’inverno risultò molto freddo, la stagione estiva risultò poi molto calda e lunga (mai comunque come quelle che si stanno susseguendo da anni).

E come finirà l’inverno? E’ facile che nell’ultima decade intervenga qualche scorribanda fredda da nord-ovest, spifferi freddi utili a determinare qualche precipitazione anche nevosa sui monti e a ricordarci che in fondo siamo ancora in febbraio. Difficile ormai chiedere altro, ma chiaramente con il tempo non si sa mai…