GROSSO: “il FREDDO arriverà a breve, ma l’inverno perde una grande occasione”
Diverse sono le ragioni che impediranno all'inverno di prendersi una bella rivincita sull'anticiclone. Il freddo comunque non mancherà, così come qualche nevicata passeggera su alcuni settori.

Per il modello americano si andava profilando davvero una configurazione invernale che avrebbe potuto smantellare l’anticiclone e apportare una profonda modifica alla circolazione atmosferica sull’Europa con condizioni favorevoli alla caduta di neve su molte regioni italiane.
Gli altri modelli però ci credevano poco, così poco che alla fine hanno influenzato anche il modello americano e ne è nato il classico "compromesso storico", cioè un’ondata di freddo strozzata dall’invadenza anticiclonica e soprattutto dal mancato collegamento tra la depressione in discesa verso l’ovest del Continente nella giornata di lunedì 6 e la colata gelida molto più intensa che invece si limiterà ad agire tra Balcani, Grecia e Turchia.
Lo evidenzia molto bene questa mappa del modello NAVGEM prevista per le ore centrali di lunedì 6 febbraio: si vede la corrente a getto che corre ancora all’impazzata sul nord Europa (primo ostacolo alle manovre invernali), si vede la depressione posizionata tra nord Africa e Sardegna che si muove retrograda senza risucchiare come avrebbe potuto l’aria gelida sui Balcani, e si vede come sempre l’alta pressione, sempre molto invadente e addirittura doppio, chiaro che così l’evento invernale non potrà che risultare monco, significativo certo, ma molto al di sotto di quello che avrebbe potuto essere:

Il passaggio di lunedì 6 sul nord-ovest porterà giusto una spolveratina di neve sul Piemonte occidentale a quote collinari e forse anche qualche fiocco su Torino, poi tutti i fenomeni, piovosi, si concentreranno tra le Isole Maggiori.
Nel frattempo affluirà l’aria fredda da est, di cui vi mostriamo la massima estensione secondo il modello americano a 1500m all’alba di martedì 7 febbraio:

Sempre secondo il modello americano lo spostamento della depressione verso ovest e il richiamo di aria mite da ESE porterebbe certamente a delle precipitazioni al sud e in risalita lungo l’Adriatico tra mercoledì e giovedì, ma insieme alla risalita dei fenomeni salirebbero nettamente anche le temperature.
Infatti ecco le precipitazioni previste nella notte tra mercoledì 8 e giovedì 9, a rischio di fiocchi a bassa quota rimane solo l’Emilia-Romagna in Appennino e sulle pianure adiacenti, mentre i fiocchi sul resto della dorsale del centro e del sud cadrebbero già oltre i 500m e anche più in alto scendendo verso sud, qui la mappa barica che evidenzia il richiamo sciroccale e sotto le precipitazioni:


Le conseguenze entro venerdì 10 febbraio sarebbero anche quelle di una chiusura rapida della fase fredda, come vediamo dalla mappa a 1500m, un po’ di freddo rimarrebbe arroccato solo al nord, specie all’estremo nord-ovest, un’evoluzione che comunque non vede per ora una grande convergenza da parte degli altri modelli, dunque sarà suscettibile di variazioni:

CONCLUDENDO:
La fase fredda ci sarà, nascerà però monca a causa dalla scarsa capacità di una depressione di calamitare su di sè la massa d’aria di origine polare continentale e come al solito sarà frenata dall’invadenza dell’anticiclone. Secondo qualche modello qualche risvolto precipitativo ci sarà, secondo altri nemmeno quello. Certamente l’inverno perde una grande occasione di poter scrivere una pagina di cronaca davvero degna del suo nome, questo episodio invece finirà per rientrare in una sorta di normalità stagionale. Salvo smentite (poco probabili) dell’ultima ora…
Autore : Alessio Grosso
