Gelo artico e NEVE in arrivo tra lunedì 5 e martedì 6: ecco dove
L'Epifania porta il gelo artico: neve a bassissima quota al Centro-Nord e nubifragi al Sud. Ecco le zone colpite.

Tra lunedì 5 e martedì 6 gennaio l’Italia sarà divisa in due: freddo artico e neve a bassissima quota al Centro-Nord, nubifragi e clima mite al Sud. Attenzione al crollo termico dopo l’Epifania.
Il braccio di ferro tra Artico e Mediterraneo
Stiamo per assistere a quello che in gergo potremmo definire uno scontro tra titani atmosferici. Da una parte abbiamo correnti gelide di estrazione artica che premono con decisione da Nord, dove la Bora questa domenica sta già facendo sentire la sua voce grossa; dall’altra risponde una massa d’aria decisamente più mite e umida che risale dai settori meridionali. Questo contrasto termico esplosivo non resterà senza conseguenze: la frizione tra queste due realtà opposte genererà una nuova circolazione ciclonica.
Secondo le analisi elaborate dagli esperti di MeteoLive.it, che si avvalgono del centro di calcolo di Meteo Italia S.r.l., questo vortice si posizionerà entro lunedì mattina tra la Sardegna e il basso Tirreno. È proprio questa la miccia che accenderà una fase di maltempo acuto, caratterizzata da un’Italia letteralmente spaccata in due sotto il profilo termico e fenomenologico.
Lunedì 5 gennaio: l’inizio delle ostilità meteo
La settimana si apre con uno scenario estremamente dinamico. Già dalla giornata di lunedì 5, l’aria fredda inizierà a dilagare, ma con effetti molto diversi a seconda della latitudine. Al Nord il cielo si presenterà in gran parte velato o nuvoloso, fatta eccezione per il comparto orientale dell’Emilia e la Romagna. Qui la nuvolosità sarà più compatta e non si esclude qualche fiocco di neve sui rilievi appenninici fino a quote collinari o di pianura, mediamente tra i 150 e i 300 metri.
Scendendo verso il Centro, la situazione si fa più grigia e perturbata. Ci attendiamo piogge e rovesci diffusi, con la neve che potrebbe fare la sua comparsa a quote interessanti: i fiocchi bianchi dovrebbero scendere fino ai 200-400 metri nelle Marche settentrionali e nell’entroterra romagnolo, mentre tra le basse Marche e l’Appennino centrale la quota si assesterà, per ora, sopra i 900-1300 metri.
Discorso opposto per il Sud: qui il richiamo di correnti meridionali manterrà un clima quasi autunnale, con temperature stabili o in lieve aumento e piogge intermittenti concentrate tra Campania e Sardegna.
Epifania al gelo: ecco cosa aspettarci martedì 6
La giornata della Befana segnerà l’apice di questa irruzione fredda per il Centro-Nord. Il divario termico tra le due estremità dello stivale sarà impressionante: si stima una differenza di circa 18-20 gradi tra le zone di bassa quota più gelide del settentrione e quelle più miti del meridione.
Mentre al Sud e sulla Sicilia imperverseranno venti di Libeccio e piogge battenti, con rischio di forti temporali nel pomeriggio su Salento e Calabria tirrenica, il Centro-Nord vivrà una giornata dal sapore pienamente invernale. Le temperature subiranno un ulteriore calo, portando la quota neve a livelli molto bassi. Nello specifico, tra Bologna e Rimini e alte Marche i fiocchi potrebbero spingersi fino alla pianura o comunque a quote bassissime (attorno ai 100-300 metri, forse persino sulle spiagge del Riminese). Anche l’Umbria orientale vedrà nevicate a bassa quota, mentre tra Abruzzo e Lazio la dama bianca scenderà progressivamente, arrivando a fine giornata tra 800 e i 1100 metri, con possibili sconfinamenti nei fondovalle abruzzesi.
L’incognita della neve in pianura
C’è un dettaglio che tiene ancora banco tra le proiezioni e che merita di essere trattato con la dovuta cautela. Esiste ancora l’ipotesi, tuttavia sempre più bassa, che la neve fra il 5 e il 6 gennaio possa fare la sua comparsa anche sulle aree pianeggianti del basso Veneto (probabilità attuale 20%, bassa) e in maniera più convinta sulla pianura romagnola (probabilità attuale 60%). Al momento si valuta la possibilità che, in base all’esatta collocazione del minimo depressionario, i fiocchi riescano a imbiancare le zone di pianura, ma è uno scenario che necessita di conferme nelle prossime ore. Le proiezioni di MeteoLive.it e del centro di calcolo di Meteo Italia S.r.l. suggeriscono che questa eventualità non sia da escludere, sebbene molto dipenderà anche dall’intensità delle precipitazioni nel momento di massimo freddo.
Nevicherà anche sulle Alpi? Assolutamente no, non sono previste nevicate sulle Alpi e neppure sulla Pianura Padana, almeno fino al 7 gennaio.

Evoluzione post-festiva: il freddo conquista il Sud
Subito dopo l’Epifania, la barriera che proteggeva il Sud crollerà. L’aria artica dilagherà verso le regioni meridionali a partire da mercoledì 7 gennaio, spazzando via il tepore residuo. Questo causerà un crollo verticale delle temperature anche nel Mezzogiorno, con la quota neve che si abbasserà drasticamente fino a coinvolgere il Molise a quote collinari. Le nottate diventeranno rigide ovunque, con gelate diffuse che interesseranno molte regioni italiane al primo mattino. Preparatevi quindi a un rientro dalle feste decisamente “brividoso”.
