FREDDO e NEVE: l’Artico proverà a colpire anche l’Italia a fine stagione
Il riscaldamento stratosferico atteso a inizio febbraio potrebbe innescare un cambio di circolazione: dall’Atlantico dominante a possibili affondi artici verso l’Europa e l’Italia, con scenari più freddi e nevosi nella seconda metà del mese.

Europa verso un cambio di pattern: lo strat-warming di febbraio potrebbe rimescolare le carte
L’inverno europeo, finora dominato da una circolazione atlantica vivace e da un flusso zonale teso, potrebbe essere prossimo a un cambio di passo significativo. Tra il 5 e il 10 febbraio è atteso un riscaldamento stratosferico di rilievo, un evento capace – se correttamente propagato verso la troposfera – di alterare profondamente la configurazione barica sull’emisfero nord.
Gli effetti non sarebbero immediati, ma tra metà mese e la fine di febbraio, e potenzialmente anche oltre, l’Europa potrebbe assistere a una fase più dinamica e fredda, con affondi tardivi di aria artica in grado di raggiungere anche il Mediterraneo centrale. Per l’Italia, ciò significherebbe un ritorno del freddo e la possibilità di nevicate a quote basse, localmente anche in pianura.
Dalla zonalità alla meridianizzazione: cosa stanno fiutando i modelli
Le ultime emissioni modellistiche iniziano a cogliere segnali di un possibile ribaltamento della circolazione. Dopo settimane in cui il flusso atlantico ha imposto un ritmo serrato, mantenendo l’Europa sotto correnti miti e perturbate, si intravede un graduale indebolimento del getto in uscita dal Canada.
In questo contesto, l’aria fredda accumulata tra Scandinavia e Russia nord-occidentale potrebbe trovare una via preferenziale verso sud, scivolando lungo un asse meridiano e puntando proprio il cuore del Mediterraneo, come si vede in questa mappa tratta da una delle emissioni cosiddette “perturbatrici” del modello ECMWF su base grafica Meteociel, dove si nota un ponte anticiclonico tra Azzorre e Islanda e l’aria fredda che gradualmente comincia a prendere la via delle basse latitudini, è prevista per il 10 febbraio:

Non si tratterebbe di un episodio isolato: la struttura barica suggerita da diverse altre emissioni cosiddette “di prova”, lascia aperta la porta a ripetuti affondi artici, intervallati da brevi rimonte anticicloniche, in un pattern più tipico della seconda parte dell’inverno, come vediamo anche qui sempre dallo stesso modello su base grafica Meteociel:

Perché i modelli faticano: un equilibrio atmosferico difficile da spezzare
Nonostante i segnali, la previsione resta complessa. L’Atlantico rimane molto attivo, con depressioni profonde che continuano a influenzare la circolazione generale. Il sistema atmosferico ha trovato un equilibrio che, per essere interrotto, necessita di un forcing deciso.
Due sono i possibili motori di questo cambiamento:
- L’avanzamento stagionale, che fisiologicamente tende a indebolire il vortice polare.
- Le conseguenze del riscaldamento stratosferico in atto, che potrebbe disturbare o addirittura frammentare il vortice polare, favorendo discese fredde verso le medie latitudini.
La chiave sarà capire se e quanto lo strat-warming riuscirà a propagarsi verso il basso. Senza questa propagazione, l’impatto sulla circolazione troposferica sarebbe limitato; con essa, invece, il pattern europeo potrebbe cambiare in modo netto.
Conclusione: un finale d’inverno ancora tutto da scrivere
Il quadro che si delinea per la seconda metà di febbraio è quello di un inverno che non ha ancora detto l’ultima parola. Le premesse per un cambio di pattern ci sono (40%), e gli ingredienti per un ritorno del freddo anche sull’Italia iniziano a comparire nei modelli.
La prudenza resta d’obbligo: la distanza temporale è ancora ampia e la risposta dell’atmosfera agli impulsi stratosferici non è mai lineare. Tuttavia, dopo settimane dominate dall’Atlantico, l’idea di un finale d’inverno più dinamico, freddo e potenzialmente nevoso non è affatto remota.
Le prossime emissioni modellistiche saranno decisive per capire se l’Europa – e con essa l’Italia – si avvierà davvero verso un ribaltamento della circolazione o se l’Atlantico riuscirà ancora una volta a mantenere il controllo della scena.

