FREDDO e NEVE arrivederci: rischio di un reset invernale dal 12
Improvvisa sterzata della stagione da lunedì 12, ecco cosa potrebbe accadere sull'Italia

L’inverno, sul più bello dopo aver illuso circa un gennaio d’altri tempi, potrebbe mollare di colpo da lunedì 12 o martedì 13 e migrare a ridosso della Scandinavia e sulla Russia, lasciando aperte, diremmo spalancate, le porte dei cicloni atlantici in stile autunnale da metà mese in poi, senza che vi sia un’interazione tra masse d’aria, senza in altre parole che vi sia la possibilità di una nevicata finale di addolcimento, nemmeno al nord, quale degna conclusione di questo periodo freddo.
Sono diventate improvvisamente autunnali le carte, lo vediamo qui sotto:

Ecco la doppia problematica: la ritirata repentina del freddo, che scappa via subito ad est a causa anche di una parziale e temporanea rimonta di un cuneo anticiclonico subtropicale sul Mediterraneo centrale che avvetta aria nettamente più mite, prima ancora che il fronte legato alla depressione che vedete in Atlantico si muova verso di noi.
E poi l’Atlantico, con le sue correnti occidentali, spazzato via il “freezer” artico non avrebbe più ostacoli per riprendersi il possesso del Continente e determinare quel “reset” barico che costringerebbe la stagione fredda a ripartire da capo, un brutto colpo per l’inverno, certamente.
Buone notizie invece per l’autunno e le piogge, ma anche per la neve sulle Alpi dalle quote medio o medio alte, guardate qua che vortici dal 15 gennaio in poi:

L’avvento del tepore atlantico è peraltro testimoniato anche da questa mappa termica a 1500m attesa per il 12 gennaio, che la dice lunga su quanto la spinta mite punti a scacciar via i rigori del Generale Inverno, perlomeno dal Mediterraneo:

Ma se arrivano tutti questi vortici e si tornerà a vivere un clima autunnale, quanto potrà piovere dal 15 al 22 gennaio? Tanto!
Almeno secondo il modello ECMWF, lo vediamo in questa mappa riassuntiva delle precipitazioni previste con anche una discreta quantità di neve sulle Alpi, ma solo mediamente oltre i 1200-1600m, peccato invece per l’Appennino che vedrebbe la pioggia dilavare la neve sino alle alte quote:

Piogge abbondanti sono attese sulla Calabria tirrenica, la Liguria, la Lombardia, l’alta Toscana e poi ancora la Campania, parte della Sicilia, molto meno in Adriatico, quale chiara testimonianza dell’avvento delle correnti sud occidentali miti, che lasciano sottovento, cioè senza piogge, proprio quei settori del Paese.
Attendibilità di questa previsione scaccia-inverno? Medio-alta: almeno 65% e stante la distanza temporale è decisamente alta, ma è anche quella che solitamente è più facile da prevedere, sia per la convergenza modellistica che si osserva (il 90% dei modelli la pensano così) che per il tipo di tempo che si andrebbe instaurando: quello occidentale, il più facile da prevedere per i modelli, il più affidabile.
Certo, resta un certo margine di incertezza, ma la strada verso il ritorno a condizioni autunnali gode dei migliori pronostici.

