Estate di San Martino con 22°C, poi piogge persistenti
L'Italia si prepara a un'altalena meteo: prima il tepore fuori stagione dell'Estate di San Martino, poi l'ombra di un tenace ciclone atlantico.

Lunedì 10 novembre torna la stabilità al Centro-Nord, ma con probabili nebbie. L’Estate di San Martino porterà un clima quasi primaverile fino a 22°C. Attenzione però: dopo il 13-14 novembre, l’Atlantico potrebbe innescare una fase di maltempo insistente. Un articolo appassionante e coinvolgente, a tratti divertente, ma con previsioni meteo accurate e precise.
Lunedì 10, il ciclone fa le valigie (ma con calma)
Ce lo siamo chiesti più volte oggi: ma se ne andrà o no? Il vortice depressionario che bagnerà il Centro-Sud nei prossimi giorni farà finalmente le valigie. L’uscita di scena, però, sarà lenta. Come un ospite che si attarda sull’uscio, anche all’inizio della prossima settimana, specialmente lunedì 10 novembre, regalerà un ultimo, umido saluto alle regioni meridionali con fenomeni residui e un po’ di instabilità.
Ma mentre il Sud si libererà lentamente dalle nubi, il Centro-Nord sarà già sotto una nuova gestione. L’anticiclone tornerà. Poi si riprenderà la scena anche al sud con l’intenzione di portare condizioni stabili e cieli (apparentemente) sereni.
Il grande ritorno dell’estate di san martino
Questo anticiclone non è un tipo timido. Verso la metà della prossima settimana, i nostri modelli interni lo vedono gonfiarsi a dismisura, alimentato da un richiamo di aria subtropicale. È lui, il protagonista che tutti aspettano: sta per tornare l’Estate di San Martino.
Le conseguenze saranno subito evidenti. L’atmosfera si stabilizzerà e le temperature prenderanno l’ascensore. Soprattutto al Centro-Sud e sui rilievi, ci sembrerà di essere tornati indietro nel tempo, con valori massimi che potrebbero tranquillamente spingersi fino ai 20°C o 22°C. Una sensazione quasi primaverile, perfetta per chi soffre già di nostalgia estiva.
Il trucco c’è (e si sente): la trappola delle nebbie
Ma, come sappiamo, ogni anticiclone autunnale ha il suo lato oscuro. Questa figura imponente porta con sé un fenomeno tanto affascinante quanto fastidioso: l’inversione termica.
Spiegazione del meteorologo: L’inversione termica è la “coperta” dell’atmosfera. Normalmente, salendo di quota, l’aria si raffredda. Con l’alta pressione invernale o autunnale, accade il contrario: l’aria calda e leggera si siede sopra quella fredda e pesante vicino al suolo, schiacciandola. È come mettere un coperchio su una pentola: tutto il vapore (umidità, ma anche smog) resta intrappolato lì sotto.
Il risultato pratico? Nelle ore più fredde, dal tramonto all’alba, la Pianura Padana e le pianure interne del Centro si trasformeranno in un mare di foschie dense e banchi di nebbia.
Attenzione alla “maccaja” costiera
E sulle coste? La situazione non sarà molto diversa, anche se cambierà nome. Quando l’aria mite e umida subtropicale scivola sul mare (ancora relativamente tiepido) e incontra l’aria più fredda e stabile vicino alla costa, si genera un fenomeno particolare. In Liguria e sulla Toscana la chiamano “Maccaja”. Si tratta di quella copertura di nubi basse, grigie e stratificate che ruba il sole alla costa. Non è una vera perturbazione, ma spesso è così carica di umidità da produrre debolissime piogge o pioviggini, più per dispetto che per vera convinzione.
All’orizzonte si muove un gigante atlantico
Mentre noi saremo impegnati a decidere se accendere il riscaldamento o goderci il sole primaverile in montagna, lontano, sull’Atlantico, un vero gigante si sta preparando. Una vasta e profonda saccatura (un’enorme area di bassa pressione) prenderà posizione tra le Isole Britanniche e la Penisola Iberica.
Per ora ci protegge, anzi, sarà proprio lei a “pompare” l’anticiclone verso di noi. Ma cosa succederebbe se decidesse di muoversi?
La svolta (incerta) dopo il 13-14 novembre
Il nostro centro di calcolo presso Meteo Italia S.r.l. sta analizzando proprio questa evoluzione, che resta la più incerta. C’è la possibilità che, nella seconda metà della settimana, attorno al 13-14 novembre, questo colosso atlantico inizi la sua marcia verso est.
Se dovesse puntare il Mediterraneo occidentale, lo scenario cambierebbe radicalmente. L’ingresso di questa struttura aprirebbe la porta a un intenso e profondo richiamo di correnti meridionali, il temuto Scirocco, carico di umidità e decisamente mite.
Lo scenario che preoccupa: il rischio di “blocco”
Se questa evoluzione fosse confermata (e usiamo il condizionale, vista la distanza), alcune regioni si troverebbero in una situazione meteorologica molto delicata. Il Nord-Ovest, il medio-alto Tirreno e la Sardegna potrebbero essere investiti da piogge di un certo peso.
Ciò che però ci fa alzare il sopracciglio, analizzando la media degli scenari del modello ECMWF, è la lentezza dell’evoluzione. La saccatura potrebbe “bloccarsi”, quasi restare ferma sul posto. Se così fosse, le precipitazioni continuerebbero a cadere sempre sulle medesime aree, con il rischio concreto di un maltempo persistente anche fino a lunedì 17 novembre.
Paradossalmente, tutto questo avverrebbe in un contesto termico estremamente mite, dato che saremmo sotto il flusso costante dello Scirocco. Un autunno che, dopo una finta primavera, potrebbe mostrare il suo volto più grigio e ostinato.
Riepilogo dell’articolo
L’articolo descrive un’evoluzione meteorologica in due fasi per l’Italia. La settimana inizierà lunedì 10 novembre con la fine delle piogge al Sud e il ritorno dell’alta pressione al Centro-Nord. Questo porterà stabilità, ma anche nebbie in Val Padana e “Maccaja” sulle coste liguri e toscane. Verso metà settimana, l’anticiclone richiamerà aria subtropicale, dando vita all’Estate di San Martino con temperature fino a 20-22°C. Tuttavia, dopo il 13-14 novembre, una vasta depressione atlantica potrebbe muoversi verso l’Italia, innescando venti di Scirocco e un potenziale maltempo persistente, con piogge insistenti soprattutto al Nord-Ovest, alto Tirreno e Sardegna.
