Estate al tappeto: altro MALTEMPO in vista e prima NEVE sui monti
Il tempo prenderà una piega decisamente instabile, a tratti perturbata, almeno sino alla metà del mese secondo il modello GFS. Scopriamo insieme cosa potrebbe accadere.

Dopo il maltempo atteso nella giornata di giovedì 5 settembre al nord e sul Tirreno, assisteremo ad una replica ben più estesa. Questa volta i fenomeni non dovrebbero risparmiare nessuna regione, determinando un sensibile abbassamento delle temperature su tutta Italia.
La mappa barica del modello GFS prevista per martedì 10 settembre (ma la fase perturbata avrà inizio già da domenica 8 settembre) mette in evidenza una profonda ferita depressionaria nel cuore del Mediterraneo con perno sulle nostre regioni settentrionali:

Le conseguenze a livello precipitativo le possiamo vedere in questa mappa prevista proprio per martedì 10 settembre dal modello ICON, che evidenzia finalmente fenomeni intensi sul meridione:

L’anticiclone però non riuscirà a prendere in mano la situazione nemmeno nei giorni successivi e crollerà in modo ancora più vistoso nella giornata di venerdì 13 (sempre stando alla nuova emissione del modello GFS, che dovrà essere verificata) per merito di un nuovo e ancora più massiccio affondo depressionario con conseguenze perturbate un po’ ovunque e con l’arrivo del primo freddo e della prima neve sulle Alpi, specie sulla Valle d’Aosta e i settori alpini di confine. Vediamo la mappa barica prevista:

E le conseguenze sul piano termico a 1500m: con valori prossimi allo zero sulle Alpi occidentali o localmente inferiori e di soli 5-6°C in Appennino, questo significa avvertire un po’ di freddo anche in pianura al nord e al centro per la stagione, specie al mattino, con minime appena sopra 10°C.

E a livello precipitativo guardiamo la sommatoria dei fenomeni prevista dal modello GFS per questa lunga fase di tempo instabile che sta prendendo il via e fino a sabato 14 settembre, con accumuli prossimi o localmente superiori anche ai 200mm, un settembre molto diverso da quello degli ultimi anni insomma:

Quanto è attendibile questa evoluzione? In linea generale oltre il 60%, a livello di dettagli e di posizionamenti dei minimi depressionari bisognerà ovviamente aggiornarsi. Seguiteci!
