00:00 19 Aprile 2010

Una gigantesca supereruzione vulcanica può spazzarci via dalla faccia della Terra in un sol colpo? TOBA (protagonista del romanzo Apocalisse nera di Grosso)

I vulcani possono avere una simile forza da distruggere le forme di vita sulla terra con una sola supereruzione?

Una gigantesca supereruzione vulcanica può spazzarci via dalla faccia della Terra in un sol colpo? TOBA (protagonista del romanzo Apocalisse nera di Grosso)

La gigantesca eruzione di Toba, (Sumatra) 73.500 anni fa, ha scavato un cratere lungo 100 km e ha fatto piombare il nostro Globo in pieno inverno vulcanico. Oggi Toba è un’attrazione turistica, ma per migliaia di anni il suo nome è stato associato ad una delle più colossali eruzioni vulcaniche della storia. L’ammontare totale dell’eruzione potrebbe essere stato di tremila chilometri cubici.

Gli antenati di Sumatra sono stati annientati. Oltre all’immissione di cenere, Toba avrebbe prodotto cinque miliardi di tonnellate di acido solforico nella stratosfera.

La luce del sole sarebbe diminuita del 90%, le temperature dei Tropici calate di oltre 15°C. Il calo medio della temperatura sul Pianeta sarebbe stato di circa 5.5°C; i carotaggi nei ghiacci groenlandesi dimostrerebbero che per sei anni il clima sulla Terra sarebbe divenuto glaciale, con il freddo a perdurare per quasi tutto il millennio successivo.

La fotosintesi si è ridotta quasi a zero, distruggendo le risorse di cibo sia degli essere umani sia degli altri animali. Insomma abbiamo sfiorato l’estinzione.

L’argomento viene ripreso e sviluppato in forma romanzata in APOCALISSE NERA, di Alessio Grosso, edito da Mursia. La domanda a questo punto sorge spontanea… Potrebbe davvero ripetersi?

Difficile spazzar via sei miliardi di persone in un sol colpo anche con una colossale eruzione vulcanica. Eppure non è impossibile. E’ vero che molti Stati dispongono di scorte di cibo per sfamare la popolazione per oltre due mesi, per resistere per qualche anno, se si replicasse TOBA, non sarebbe facile.

Dove potrebbe colpire questa nuova supereruzione? Sotto Yellowstone e Toba giacciono grandi masse di magma, ma a preoccupare c’è anche la gigantesca frana attiva sull’estremo ovest dell’isola di La Palma nell’arcipelago delle Canarie.

Nel corso della penultima eruzione del vulcano Cumbre Veja, la sua parte occidentale si è abbassata di ben 4 metri verso il nord Atlantico e poi si è fermata. Se precipitasse in mare potrebbero esserci conseguenze gravissime sia in Europa che negli Stati Uniti. Se e quando questo accadrà è impossibile saperlo. Avete comunque capito, il rischio è quello di uno TSUNAMI GIGANTESCO con Spagna, Irlanda e Regno Unito colpiti da onde anomale di diversi metri di altezza, in nove ore verrebbero colpite le coste americane dagli Stati Uniti al Brasile, passando per i Caraibi, seminando morte e distruzione. Che ne sarà dell’economia americana e dell’industria assicurativa? Il cambiamento climatico potrebbe accelerare i processi franosi con il suo clima più caldo ed umido?

Possibile ma non certo. Per saperne di più: il VEI, Volcanic explosivity index, aiuta a classificare l’entità delle eruzioni, in base a quanto accade durante un’eruzione. L’indice va da 0 a 8. Il 3 corrisponde già ad un’eruzione violenta con un’altezza della nube vulcanica che può giungere a 15 km. Il 5 si definisce parossistica e l’altezza della nube supera anche i 25km, come avvenuto in occasione dell’eruzione del St.Helens nel 1980.

Le eruzioni del Laki (1783), Krakatoa 1883, Tambora 1815, Toba 73.500 anni e Yellowstone 2 milioni di anni fa rappresentano le eruzioni più forti che si siano mai registrate tra il colossale (6) e il megacolossale (8).

Autore : Alessio Grosso