Ultimissime di fine Marzo e Pasqua: rischio temperature molto alte su mezza Italia
Dopo tanto maltempo aumentano le possibilità di una Pasqua troppo calda. Italia divisa in due tra temporali e temperature anomale!
Il ritorno del maltempo in Italia sembra ormai cosa fatta. Gli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo confermano ancora una volta l’arrivo delle perturbazioni atlantiche nel corso di quest’ultima decade di marzo e soprattutto a partire dalla settimana Santa. Le prime avvisaglie di forte maltempo subentreranno tra sabato 23 e la domenica delle Palme, quando si affaccerà una massa d’aria più fredda proveniente dal Nord Europa che darà vita a tanti temporali anche piuttosto intensi.
Successivamente arriveranno le perturbazioni atlantiche che, una dopo l’altra, potranno raggiungere l’Italia durante la settimana Santa, garantendo tante occasioni di maltempo e anche locali fenomeni estremi. Il nord delle regioni Tirreniche dovrebbero essere i settori più coinvolti da queste ondate di maltempo, essendo i settori più esposti alle perturbazioni atlantiche.

Ma le sorprese non finiscono qui, poiché da metà della prossima settimana, indicativamente attorno al 27-28 marzo, potrebbe esserci un nuovo cambio di scenario che vedrebbe metà della nostra penisola ancora coinvolta dalle perturbazioni e l’altra metà addirittura interessata dal caldo anomalo sub-tropicale.
Le perturbazioni potrebbero accanirsi con più vigore sulle regioni del nord e dell’Alto Tirreno, mentre il meridione e la Sicilia si ritroverebbero al di sotto delle tiepide correnti Nordafricane che porterebbero sia stabilità sia un aumento importante delle temperature. Difatti, osservando le anomalie di temperatura previste per la fine di marzo e per il giorno di Pasqua, si ipotizzano pesanti differenze di temperatura rispetto a quella che dovrebbe essere la normalità. Il Sud Italia potrebbe vivere un finale di marzo decisamente più mite del normale, addirittura con temperature localmente oltre i 10 °C rispetto alle tipiche medie del periodo.

Questo significa che la temperatura al suolo potrebbe raggiungere anche i 24 e i 25 °C su diverse località del meridione. Ovviamente si tratta ancora di una tendenza a lungo termine che al momento è ipotizzata principalmente dal modello americano GFS, in parte anche dal modello canadese GEM.
