00:00 9 Aprile 2010

Tra lunedì e martedì Italia nel mirino dell’instabilità

Aria fredda in arrivo dal comparto europeo orientale sarà all'origine dello sviluppo di un corpo nuvoloso che tra lunedì e martedì porterà condizioni di tempo instabile, con rovesci, qualche temporale e nevicate in montagna, segnatamente sulle Alpi. Ecco il dettaglio.

Tra lunedì e martedì Italia nel mirino dell’instabilità

Parte la seconda decade di marzo e parte anche una situazione di tempo più tipicamente invernale che primaverile. La stagione avanzata farà in modo che l’aria fredda in arrivo dalla Russia e dall’Europa orientale non sarà gelida come se l’irruzione fosse avvenuta in pieno gennaio, tuttavia il profilo di questa massa d’aria in arrivo sarà alquanto irregolare e quindi instabile.

A questo dobbiamo senz’altro aggiungere la risposta dei nostri mari e dell’orografia italiana, complessa ma questa volta bene inquadrata dai modelli. L’impatto delle correnti contro l’Appennino prima e la Sardegna poi, determinerà a partire da domenica la rottura del flusso e la formazione di un minimo di pressione sul basso Tirreno. Attorno a questo minimo spiraleggerà un corpo nuvoloso, il quale si renderà responsabile delle condizioni di instabilità che a breve andremo ad analizzare. 

Domenica il raggio d’azione di tale corpo nuvoloso sarà piutosto stretto attorno al suo minimo e impegnerà in particolare le nostre regioni centro-meridionali peninsulari, dove sono attesi rovesci sparsi e la possibilità di spunti temporaleschi, specie sul comparto appenninico centrale.

Lunedì il ventaglio nuovoloso si allargherà e andrà a coinvolgere il centro-sud con una sveltagliata di rovesci, anche temporaleschi, più frequenti e intensi tra basso Lazio, Campania, Appennino molisano, Gargano, Appennino lucano, Calabria tirrenica e ovest Sicilia.

Martedì l’ulterore allargamento del compasso nuvoloso determinerà la dispersione dei fenomeni i quali si renderanno più probabili su Alpi centro-orientali, Triveneto, Puglia e Basilicata.In questo frangente apprezzeremo il calo delle quote neve sulle Alpi fin verso i 1000-1200 metri. Sul resto del Paese, soprattutto nelle zone e nei momenti interessati dalle precipitazioni, si precepirà un’aria decisamente frizzante che richiederà senz’altro un abbigliamento consono e non certo da primavera inoltrata.

Autore : Luca Angelini