Vivere la natura non è da tutti…
MeteoLive vi invita a riflettere sul modo di vivere la natura...
Il suono delle campane. Città o campagna, mare o collina, ovunque al risveglio suonano le campane. Si tratta del primo contatto con il mondo esterno. In città tutto questo si va perdendo, soffocato dai ritmi ossessionanti che impone la vita cittadina, ma in montagna e nei paesini di campagna, è ancora la campana a richiamare l’attenzione verso la natura, a farti sentire un corpo unico con il paesaggio circostante. Quanti di voi escono sul terrazzo o si affacciano alla finestra e restano per qualche minuto in contemplazione di quanto accade intorno a loro? Nonostante quello che si può pensare ancora molti, ed anche in città, solo che cambia lo spazio osservativo; in città si focalizzano strade, passanti e palazzi, si osserva il traffico, dando un’occhiata al cielo solo distrattamente. Fuori città, in montagna, al mare e in collina, l’osservazione è rivolta al paesaggio e al cielo. Ecco perchè chi vive nei piani bassi di un cortile interno che ha una disposizione solo un pezzo di cielo e un albero striminzito, rischia di perdere il contatto con la natura. Chi ha la fortuna di vivere e lavorare in un ambiente più sano, aperto, panoramico, avrà molte più occasioni per apprezzare la vita in tutte le sue manifestazioni. Paradossalmente scatta però anche il meccanismo della gelosia reciproca: il montanaro vorrebbe osservare cosa accade in città, il cittadino vorrebbe sperimentare la vita relativamente tranquilla dei borghi marittimi o montani. Pochi però farebbero cambio o riuscirebbero ad adattarsi a vivere per sempre in un ambiente diverso da quello nel quale sono nati. Il montanaro, pregiudizialmente, giudica la città in modo eccessivamente negativo, il cittadino anela la tranquillità montana ma troverebbe estremamente noioso vivere per sempre in contesti tanto isolati, dopo aver vissuto per una vita in mezzo a tanta gente. Una cosa è certa: chi ha vissuto a contatto con la natura fin da bambino, chi ha avuto in sostanza un’educazione ambientale che passa per l’osservazione e la comprensione dei fenomeni atmosferici, della fauna, della flora e del paesaggio, indipendentemente da dove viva, saprà ritagliarsi una parte del suo tempo per continuare a nutrirsi di questa passione, senza dover rinnegare le proprie radici. Ovunque voi siate, qualunque tipo di inclinazioni abbiate, cercate di osservare la natura ogni giorno, anche se avete la possibilità di ammirare solo un misero angoletto di cielo o un’aiuola semi-rinsecchita: la campagna pro-natura non si deve fermare.
Autore : Alessio Grosso