Rischio di una intensa scaldata al centro-sud la prossima settimana?
I modelli nel medio termine iniziano a paventare la possibilità che una forte ondata di calore dalle caratteristiche quasi estive possa interessare il centro-sud la prossima settimana senza risparmiare nemmeno il nord. Ipotesi fantasiosa o realistica? Vediamo nel dettaglio.

Quello su cui i principali modelli meteorologici stanno "lottando" da alcuni giorni ad oggi è l’interferenza provocata dall’ex uragano Nadine che andrà a collocarsi in posizione insolita vicino alle coste di Portogallo e Marocco. I modelli non riescono a comprendere se questo ex uragano andrà agganciandosi alla depressione che nei prossimi giorni prenderà corpo sull’Europa occidentale o se invece questo aggancio verrà a mancare.
Inutile dire che nel caso andasse o meno a buon fine questa manovra dipenderebbero le sorti di una buona fetta del nostro Paese. Quello che emerge dai modelli attuali tuttavia, è una sostanziale rivalutazione di quella che potrebbe essere la reale capacità della depressione prossima ventura ad avanzare verso levante interessando direttamente l’Italia.
Nel caso l’aggancio con l’ex uragano Nadine fosse un’ipotesi realistica, un intenso richiamo caldo verrebbe provocato dal parziale sprofondamento del vasto complesso depressionario sino a latitudini molto basse, insolite. L’aria pescata dalle latitudini sahariane sarebbe calda quel tanto che basta da riportare alcune regioni d’Italia a raggiungere nuovamente valori estivi proprio entro la fine di settembre.
Al momento i modelli matematici prevedono la risalita dal cuore dal continente africano dell’isoterma +22° a 850hpa (circa 1500 metri). Un evento di questo tipo qualora venisse confermato risulterebbe una ondata di calore piuttosto rilevante.
Un evento che farebbe storia di per sè, confermando tra l’altro la reiterata tendenza degli ultimi 10-15 anni ad avere prolungate fasi calde ed anticicloniche a scapito di periodi instabili e perturbati che diventano sempre più una chimera.
Ci sono però dei se e dei ma.
Non è affatto escluso che questo tipo di previsione sia in realtà "il lato estremo" di una tendenza provocata dalla difficoltà dei modelli a valutare in che modo l’ex uragano Nadine entrerà in gioco nello scacchiere barico europeo. Trattandosi di schemi insoliti non è da escludere che questo tipo di emissioni modellistiche siano niente di più che tentativi da parte dei modelli stessi di carpire la strada che intraprenderà l’atmosfera nel prossimo futuro.
Vedremo se con i prossimi aggiornamenti giungeranno conferme in merito questo tipo di evoluzione.
Autore : William Demasi
