Quando gli inverni erano davvero miti, ricordi di un insuperato 2007
La fase mite che si appresta ad abbracciare la seconda settimana di gennaio niente ha a che fare con il non inverno che si manifestò sull'Italia nell'indimenticabile annata 2006-2007.


Quell’anno, se qualcuno non fosse stato ancora convinto "a forza" dal martellante tam tam del riscaldamento globale, di sicuro ci sarebbe arrivato da solo. L’inverno, anzi, il non inverno tra il 2006 e il 2007 lo ricordiamo tutti, se non altro per essere stata l’ultima stagione della vecchia gestione climatica.
Per non dimenticare ricordiamo qualche dato numerico a proposito dei record di mitezza registrati a gennaio e febbraio 2007:
GENNAIO
Torino Caselle +25,1° il 19/1
Bergamo Orio al Serio +21,9° il 19/1
Bolzano +21,8° il 19/1
Brescia +19,9° il 19/1
Aeroporto di Malpensa +23,1° il 19/1
Piacenza +23,8° il 19/1
Ancona Falconara +22,8° il 19/1
Viterbo +18,5° il 19/1
Enna +18,8° il 20/1
Lecce +21,2° il 20/1
Santa Maria di Leuca +20,2° il 20/1
FEBBRAIO spicca il valore di Pescara +24,8° il giorno 28.
E’ indubbio, da allora qualcosa è cambiato, non tanto a livello di temperature globali, anche se il riscaldamento complessivo del Pianeta rispetto alla media degli ultimi 30 anni ha iniziato a vacillare, afflosciando la curva esponenziale disegnata da IPCC e compagni, quanto a livello di circolazione e di costruzione nuvolosa, in particolare alle nostre latitudini, quelle maggiormente soggette agli sbalzi climatici poichè poste lungo il bordo tra la circolazione subtropicale e quella temperata.
Ora, dopo un inizio esplosivo, l’inverno 2010-2011 sta perdendo qualche pezzo, almeno sul Mediterraneo. Nulla di preoccupante, solo un break, una pausa fisiologica inserita a meraviglia nel nuovo contesto circolatorio citato. L’alta pressione? Eccola comparire dopo mesi di latitanza.
La nuova impostazione delle correnti a livello emisferico, unitamente alle proiezioni probabilistiche a media e lunga gittata, ci suggeriscono che quelle strutture non fanno più paura come un tempo. Insomma non diamo l’inverno per spacciato alla prima occhiata di sole, siamo a inizio gennaio!
Le dinamiche generali della circolazione sono ancora minacciose e, con esse, anche il proseguo dell’inverno che vede davanti a sè ancora almeno altri due mesi di scorribande. Godiamoci in serenità dunque questa fase gradevole della nostra stagione, consapevoli che si tratterà essenzialmente di una normalissima parentesi.
Autore : Luca Angelini
