Qualche goccia di pioggia sul nulla di metà febbraio
Il gelo rimarrà confinato sull'Europa orientale. Il Mediterraneo verrà invece interessato dalle più miti correnti atlantiche, foriere di qualche pioggia di passaggio.


Gli scenari prospettati per metà febbraio dalle carte ai previsori e ai loro "fans" tolgono di mezzo l’anticiclone. Al suo posto però non arriverà il gelo, bensì le più miti correnti dell’Atlantico.
Tutto farà capo al perdurante nuovo assetto del vortice polare, lanciato a pieni giri anche grazie all’iniezione di freddo addirittura dalla stratosfera. Questa impostazione nella circolazione atmosferica generale manterrà in costante accelerazione le Correnti a Getto in corsa lungo l’emisfero, sia quella Polare, che quella subtropicale.
I due fiumi di vento tenderanno in più occasioni a interagire tra loro plasmando lungo i meridiani europei, e a tratti anche sul Mediterraneo, centri depressionari forieri di periodi con alterne vicende. Si inizierà probabilmente lunedì 14, con il classico vortice a sorpresa di tipo nord-africano che si porterà sulle nostre regioni meridionali, interessando forse i settori estremi con qualche temporale di passaggio.
A seguire le perturbazioni atlantiche, lanciate verso i Balcani con traiettoria translalpina, riusciranno a interessare le creste alpine dei settori centro-orientali con qualche fioccata occasionale, in particolare martedì 15. Arriviamo poi all’evento più insidioso.
Una probabile svirgolata del Getto Polare potrebbe permettere a una saccatura nord-atlantica di infilarsi sul Mediterraneo. Siamo arrivati nel frattempo a mercoledì 16. Questa volta sarà il turno del nord, delle centrali tirreniche e della Sardegna, dove è attesa qualche pioggia, mentre per la neve dovremo ancora una volta salire in montagna, a quote medie.
Insomma l’inverno sembra davvero aver perso il suo smalto. Intanto i giorni passano e tutto vola via verso la primavera meteorologica che scoccherà il primo di marzo. Fino ad allora ne passerà di acqua sotto i ponti, certi ormai che per la neve a bassa quota non è proprio l’anno giusto.
Autore : Luca Angelini
