Neve da record, animali messi a dura prova sulle Alpi
La fauna è in seria difficoltà a causa della gran quantità di neve caduta. La situazione è sotto monitoraggio da parte degli Enti che gestiscono i Parchi Naturali.

Stavolta non si tratta della solita notizia scoop con tanto di strascico retorico climatico al seguito ma di un serio problema rilevato dagli Enti che gestiscono alcuni Parchi Nazionali italiani. Il problema è la crudele selezione naturale che ogni inverno, soprattutto tra quelli maggiormente nevosi tra i quali l’attuale, miete vittime tra gli animali meno robusti che vivono in quota.
In seguito alle recenti abbondanti nevicate gli animali trovano difficoltà a reperire il cibo per la sopravvivrnza e l’inverno è ancora lungo. In qualche caso si è già registrato un aumento della mortalità, così come rende noto l’Ente Parco del Gran Paradiso. In questo periodo gli stambecchi ad esempio, si legge in una nota, sono nella fase riproduttiva e sono costretti a spostasi dalle loro zone per scendere a valle a cercare cibo per la sopravvivenza con tutti i rischi connessi.
Anche altri erbivori, come camosci, caprioli e cervi, sono costretti a scendere a valle dove però non trovano erba ma altra neve. La causa più elevata di mortalità in questo caso ci coinvolge direttamente, perchè le povere bestiole finiscono per attraversare le strade e causare incidenti o essere investite dalle auto.
La mortalità è particolarmente alta per quanto riguarda i soggetti giovani che hanno ancora poca dimestichezza a muoversi nella neve alta, nonchè per cause legate alla conformazione aspra del territorio. Molti vengono infatti investiti da slavine e valanghe.
Gli esperti consigliano di non avventurarsi nei boschi per cercare di dar loro da mangiare, in quanto recheremmo loro ulteriore disturbo. La delicata opera deve infatti essere condotta da volontari appositamente equipaggiati, il cui compito è quello di portare agli animali in difficoltà il fieno strettamente necessario alla loro sopravvivenza.
Luca Pedrotti, coordinatore del Parco Nazionale dello Stelvio, ribatte che il problema è serio. Era dal 1986 che nella zona non si registravano nevicate così abbondanti. Anche in questo caso l’Ente Parco ritiene che l’alimentazione artificiale degli animali non sia una strategia valida. L’estremo rimedio potrebbe essere messo in atto dunque qualora altre nevicate rendessero ulteriormente difficile la sopravvivenza degli erbivori nell’ambiente invernale particolarmente severo di quest’anno.
Autore : Report di Luca Angelini
