“Merla” senza grande freddo o neve, primavera instabile?
Se nei 3 giorni della merla non fa freddo, nevica o tira vento, la primavera rischia di inciampare spesso nell'instabilità.


La merla e i suoi pulcini si dice che un tempo fossero bianchi, ma per il gran freddo di fine gennaio si rifugiarono dentro un comignolo, sporcandosi di fuliggine. Da allora i merli sono nati tutti neri.
Un’altra leggenda narra in realtà di un merlo tormentato dal freddo e dalla neve di gennaio, che un tempo aveva solo 28 giorni. Proprio in quel ventottesimo giorno la merla, credendo che il peggio fosse passato la merla si fece burla del gennaio, il quale arrabbiatosi non poco, chiese in prestito tre giorni a febbraio e scatenò una bufera di neve tremenda che costrinse la merla a ripararsi dentro un comignolo.
Il risultato fu lo stesso: la merla ne uscì malconcia e piena di fuliggine. Da allora si dice che se negli ultimi giorni di gennaio l’inverno si presenta "soft", è probabile che la primavera possa risultare instabile.
C’è un fondo di verità in tutto questo? Probabilmente si, come per tutti i detti tramandati dal passato. Un inverno che ha avuto per protagonista un anticiclone per diverso tempo, che probabilmente non vivrà a fine mese il suo momento di gloria, che non ha visto per ora, dicembre a parte, spettacolari scambi di calore tra le alte e le basse latitudini, deve cercare un equilibrio ed è probabile che alcune sfuriate gelide arrivino tardive, come ad esempio accadde nella primavera del 2001 e del 2002.
E’ altresì probabile che, attenuandosi gli effetti della Nina proprio tra marzo ed aprile, l’anticiclone molli la presa e conceda alcune scorribande perturbate alle basse latitudini, mettiamoci inoltre il fisiologico rallentamento del vortice polare, l’instabilità insita nella primavera e il gioco è fatto. Non abbiamo scoperto l’acqua calda e nemmeno quella tiepida, il discorso ha una sua razionalità.
Autore : Alessio Grosso
