Le NEVE prima e il FREDDO dopo, si prospetta un binomio vincente per le nostre montagne
Alle abbondanti nevicate attese sia sulle Alpi che in Appennino, seguirà un periodo complessivamente più freddo che ne consoliderà il manto in vista degli ormai non più lontani profumi primaverili.


Quando una stagione sembra prendersi gioco di noi: in pieno inverno ti spara un anticiclone di dieci giorni con temperature da primavera inoltrata, salvo poi riprendersi il tempo perduto a fine febbraio, prima con una sventagliata di nevicate in montagna, poi con un probabile ritorno del freddo. Certo si tratterà del "freddo delle pecore" o giù di li, ma pur sempre un qualcosa che nulla ha a che fare con un’alta pressione fuori posto e fuori stagione.
Le considerazioni che scaturiscono da queste osservazioni vogliono porre l’attenzione dei lettori su una situazione che pare davvero tornare favorevole alle nostre montagne, intendendo con questo lo stato dell’innevamento e le sue prossime prospettive di uscita dall’inverno. La neve portata dalle perturbazioni atlantiche, fatta eccezione per una piccola fetta di territorio a livello del medio e basso versante adriatico dove l’effetto riparo opposto dall’Appennino sfavorisce le precipitazioni, è sempre la migliore.
Se a questo aggiungiamo poi un generale successivo abbassamento delle temperature a maltempo concluso, ecco che il manto nevoso ha possibilità di consolidarsi. A cosa serve questo consolidamento? A mantenere il manto stesso più a lungo e in migliori condizioni. E, in vista della primavera che si avvicina, non è poco.

E’ quello che accadrà da qui agli ultimi giorni di febbraio, allorquando la neve che sta cadendo e che ancora cadrà sulle nostre montagne, a quote poste mediamente intorno ai 1000 metri sulle Alpi e ai 1500 metri lungo l’Appennino, avrà la possibilità di consolidarsi in vista degli ormai non più lontani primi tepori primaverili. Insomma una vera e propria manna per i nostri monti, rimasti per troppo tempo nel cuore dell’inverno a rischio "spelacchiamento" da alta pressione.
Autore : Luca Angelini
