Inverno 2008-09: poco fumo e tanto arrosto, ecco dove sta il trucco
Cosa è cambiato rispetto agli ultimi inverni, quando la neve era un miraggio e l'alta pressione spadroneggiava a destra e a manca senza permettere alla stagione fredda di fare il suo corso?

Diciamolo francamente: a inizio stagione, quando sono state esaminate le varie proiezioni redatte dai maggiori enti climatologici mondiali e quando abbiamo analizzato indici teleconnettivi, temperature oceani, impostazione delle correnti stratosferiche e quant’altro, le premesse per un grande inverno non c’erano.
Eppure quest’anno il nostro Generale ha deciso di piantare le sue tende anche sull’Europa, in quella fetta del mondo miseramente lasciata da parte nella stagione 2007-08, quando al contrario le prospettive per un grande inverno c’erano state tutte.
Ma cosa è cambiato dunque da un anno all’altro? Perchè stavolta il maltempo la fa spesso da padrone sull’Europa e anche sulla nostra Italia?
Per prima cosa le strategie circolatore poste in essere dall’inverno non stanno facendo capo agli avvenimenti stratosferici. Solitamente invece è proprio quanto avviene lassù, oltre i 15 chilometri di altezza che con maggior probabilità e incisività agisce sui comportamenti dell’inverno, cucendogli sopra talvolta anche eventi di tipo epocale. Nel caso attuale invece tutto si sta compiendo in troposfera, quello strato atmosferico che va dal livello del suolo fino a 12-15 chilometri di quota.
Analizzando le anomalie della pressione registrate negli ultimi 3 mesi a livello del nostro emisfero, notiamo un nocciolo depressionario fisso, oseremmo dire semi-permanente, proprio a cavallo del Mediterraneo occidentale.
Guardate voi stessi in figura quella macchia viola che ci indica quel buco di pressione ove vanno a confluire tutte le iniziative perturbate di qualsivoglia origine. Proprio quella anomalia ha caratterizzato la seconda parte dell’autunno e caratterizza anche l’andamento dell’attuale stagione invernale.
Con questo tipo di configurazione le alte pressioni sono costrette ad aggirare l’ostacolo e finiscono per perdersi tra le alte latitudini finendo ancor più per alimentare di aria fredda tale circolo depressionario. Quest’ultimo, originatosi probabilmente anche a causa delle SST, ossia delle temperature superficiali del Mare Nostrum in anomalia negativa ormai da qualche mese, è una vera e propria fucina di perturbazioni.
I contrasti che avvengono al suo interno e la sua posizione, che non è fissa ma sfarfallante attorno al proprio asse, permette il prevalere a volte di invasioni miti e piovose (come quella che si concretizzerà sulle nostre regioni meridionali martedì prossimo) a volte di irruzioni fredde come quella appena occorsa al nord e che forse tra qualche tempo si potrà ripetere.
A ruota nei prossimi giorni la circolazione generale sembra seguire le ire del vortice polare in forte accelerazione, disegnando uno scenario dove il grande assente comunque è sempre lui; l’anticiclone subtropicale. La corrente a getto sarà così fisiologicamente portata ad accelerare e appianare temporaneamente le ondulazioni lungo i meridiani, quelle che stanno alla base della continua alimentazione del nostro vortice mediterraneo. Siamo convinti però che il mostricciattolo delle Baleari non demorderà tanto facilmente. E il Generale sta dalla sua parte.
Autore : Luca Angelini
