Il fronte francese (n. 5) non sfonderà completamente, riflessi soprattutto su Alpi e Liguria
Il fronte disteso tra la Spagna e il nord Europa è ormai a ridosso delle Alpi, ma non entrerà in modo netto sul settentrione.

L’estesa perturbazione numero 5, troverà nelle Alpi e nella resistenza del cuneo anticiclonico africano un baluardo invalicabile che la costringerà dapprima a spezzarsi, poi a correre a ridosso dell’arco alpino.
Il richiamo di correnti meridionali però risulterà così intenso da determinare comunque apprezzabili fenomeni da stau orografico sulla fascia alpina e prealpina, soprattutto nella notte su giovedì; alcuni temporali marittimi potranno interessare ancora una volta la Liguria e la Toscana, spingendosi sin sulle zone interne, ma la bassa e media Valpadana potrebbero restare all’asciutto, per un lieve effetto favonico, come accade del resto sovente in questi casi.
Se la corrente è molto forte infatti i fenomeni finiscono per concentrarsi sempre più a nord, sino a raggiungere la testata delle valli superiori, perchè tutta l’umidità finisce per abbattersi lì.
Si tratterà comunque di una fase temporanea. Il fronte, pur rabberciato, riuscirà comunque a produrre qualche rovescio anche sulle pianure del Triveneto e del Friuli nella mattinata di giovedì, prima di allontanarsi verso levante e l’effetto stau terminerà entro la prima mattinata di giovedì.
Il maltempo del week-end avrà invece altre caratteristiche: una depressione al suolo in arrivo dalla Sardegna dispenserà probabilmente fenomeni generosi anche e soprattutto sulle pianure.
Autore : Alessio Grosso
