GOCCIA FREDDA “bassa”: le conseguenze sui temporali delle prossime ore!
Temporali a base elevata e mancanza di apporto instabile alle quote medio-basse.

Come mai i temporali non si sono scatenati in modo diffuso nelle ultime ore?
Perché la goccia fredda in risalita da sud ha trovato difficoltà nel farsi largo verso il settentrione e sembra abbia voglia di rimanere parcheggiata tra il Mar Ligure e il Mare di Corsica sino a sera, per poi estendere la sua influenza alle regioni centrali nella giornata di martedì, pur assorbendosi gradualmente.
Nonostante questo, la presenza di aria fresca alle quote superiori (5500m), una certa vorticità delle correnti, cioè favorevoli alla costruzione di nubi e la presenza di aria relativamente umida, potrebbero ancora costruire nubi temporalesche, pur a base elevata, sul catino padano nel pomeriggio-sera.
Alcuni modelli vedono questi temporali coinvolgere però maggiormente già le zone interne del centro tra Marche, Umbria, Toscana ed Abruzzo.
Al nord i fenomeni dovrebbero riguardare essenzialmente Pavese, Cremonese, Mantovano, Emilia, basso Veneto, poi favoriti dall’orografia, parte del settore alpino, ma l’aiuto prestato dalla "goccia fredda" in quota sarà molto modesto.
Isolati temporali si prevedono sull’est della Corsica. Martedì invece l’instabilità si farà largo più efficacemente su tutti i rilievi dell’Italia centrale, mentre al nord l’aria sarà già troppo asciutta e calda in quota per determinare temporali che non siano legato all’evoluzione diurna di cumuli sui rilievi in atmosfera leggermente instabile.
Insomma i modelli ad area limitata non hanno compreso perfettamente il movimento di questa massa d’aria fresca in movimento, segnalando fenomeni probabilmente più rilevanti di quanti se ne osserveranno. Così almeno ci segnala l’ultimo aggiornamento del modello americano…
Autore : Alessio Grosso
