Fine FEBBRAIO: arriva o non arriva l’acuto finale dell’inverno?
Nonostante la poco favorevole situazione in sede stratosferica polare, il freddo potrebbe comunque raggiungerci. Su Scandinavia e Russia insiste un serbatoio gelido di tutto rispetto.

Il Generale Inverno spara le sue ultime cartucce, gioca insomma il tutto per tutto e lo fa con le "scorte", cioè senza attingere direttamente al serbatoio polare, ma pescando dal freezer della regione russo-scandinava.
A fine inverno è difficile che quelle masse gelide ci arrivino intatte sullo Stivale, ma quand’anche fossero ridimensionate, sarebbe già un passo avanti, dopo un periodo in cui c’è sembrato di vivere più a fine marzo che in pieno febbraio.
Se dovessimo guardare ai movimenti del vortice polare nulla farebbe pensare ad un’imminente costituzione di un blocking atlantico, ed è per questo che i modelli tentennano, ma altri segnali nei settori più bassi dell’atmosfera, ci dicono invece che la formazione di moti antizonali secondari alle basse latitudini, potrebbe invece diventare realtà.
Un ponte tra anticiclone subtropicale e anticiclone russo sarebbe all’origine della retrogressione fredda, che punterebbe però soprattutto sul centro-sud e sull’Adriatico, con la formazione di una classica depressione sullo Jonio e bufere di neve in Appennino.
Si tratterebbe però di un episodio piuttosto rapido, senza altre conseguenze e con l’anticiclone pronto a riprendere possesso del Paese a breve. (attendibilità: 55%)
Ci sono però anche altre opzioni:
1 un vortice che passa tra i due anticicloni dalla Francia, raggiunge l’Italia e pesca aria gelida dal freezer, spingendola su di noi. 10%
2 una goccia fredda che riesce a filtrare al nord delle Alpi e mette a subbuglio tutto il Mediterraneo. 10%
3 un opzione molto meno drammatica. Semplicemente il freddo fallirebbe lasciando spazio immediato all’alta pressione, con correnti da nord debolmente instabili solo lungo l’Adriatico per qualche giorno e poi bel tempo per tutti. 25%
4 dopo il primo afflusso freddo diretto su medio-basso Adriatico, ne seguirebbe uno più intenso per tutti, ma soprattutto per il nord, durante la prima decade di marzo. 10%
Abbiamo attribuito ad ogni opzione una percentuale di successo più o meno alta a seconda di quanto abbiamo osservato, ma l’impressione è che sarà ancora un rapporto difficile quello tra freddo e modelli.
Autore : Alessio Grosso
