Che temperatura vorrebbero gli ambientalisti? Come dovrebbe comportarsi il clima per essere giudicato “normale”?
La "devianza" climatica secondo le associazioni ambientaliste è determinata essenzialmente dall'uomo, quando abbiamo dimostrato pubblicando centinaia di dati e osservazioni scientifiche che non è affatto così.

Teniamo puliti i nostri fiumi. Benissimo Non inquiniamo il terreno con la diossina. Benissimo Non costruiamo alberghi in riva al mare. Benissimo Emaniamo norme più severe contro le polveri sottili. Molto bene. Facciamo la raccolta differenziata dei rifiuti. Molto bene Teniamo puliti i marciapiedi dalle deiezioni canine. Molto bene Utilizziamo in modo intelligente il riscaldamento e i condizionatori. Molto bene Facciamo partire il business delle auto ecologiche. Molto bene. Potremmo continuare per ore. Si tratta di scelte di buon senso, tutte ovviamente condivisibili ma quando si tratta di tentare un "controllo" sul clima, una macchina caotica ma del tutto immune da patologie, ecco, li non ci stiamo. Il terremoto di L’Aquila ha dimostrato una volta di più quanto l’uomo sia piccolo, fragile, impotente, di fronte alla natura. Il clima "ideale" che gli ambientalisti ricercano a tutti i costi non esiste. Non è mai esistito e mai esisterà. Strumentalizzare il crollo di un iceberg addossandone le colpe a qualche parte per milione in eccesso di anidride carbonica proiettata in aria dalle attività antropiche è semplicemente ridicolo. L’unico vero intervento dell’uomo sul clima, riconosciuto da tutto il mondo scientifico all’unanimità resta quello delle isole di calore urbane ed è comunque limitato ad aree circoscritte. Gli ambientalisti ad esempio nell’economia dei ghiacciai sottovalutano che la variabilità delle precipitazioni è molto più importante dell’aumento di un 1°C della temperatura. Ignora che il ciclo della NAO, quell’indice che regola la ripartizione pressoria tra le basse e le alte latitudini del nord Atlantico e che influenza dunque anche il tempo sull’Europa, potrebbe essere settantennale: picco minimo 65, picco massimo 95, ora siamo in fase di neutralità e in probabile lenta discesa. E’ appena il caso che in fase di NAO negativa si è vissuta, meno di 200 anni fa, la fase più cruda della Piccola Era Glaciale, senza che l’uomo potesse avere alcuna voce in capitolo in merito. Le associazioni ambientaliste nascondono la buona salute dei ghiacci del Continente Antartico, mettendo in risalto solo il riscaldamento di una piccola porzione del suo territorio (la Penisola Antartica). Non menzionano la presenza di vulcani sottomarini attivi nell’area artica che favorirebbero una riduzione della massa ghiacciata. Nasconde alla popolazione che i dati di molte stazioni di rilevamento delle temperature sono stati alterati da cattivo posizionamento e che ben 90.000 osservazioni di grandi scienziati dimostrano come il livello di CO2 sia stato anche ben superiore nel passato: fino a 450ppm contro le 389 odierne. Infine finge di ignorare che spesso le concentrazioni di CO2 sono salite dopo aumenti della temperatura. Dove si vuole arrivare allora? A chiedere ai cittadini europei uno sforzo economico inutile per illudersi di curare una patologia inesistente? Smettiamola di guardare al cielo e pensiamo alla nostra salute, perchè noi SI che siamo davvero ammalati o rischiamo di diventarlo se non impareremo a rispettare di più l’ambiente, facendo proprio ambientalismo vero.
Autore : Alessio Grosso
