00:00 18 Maggio 2012

Arrivano piogge e temporali, ma cosa c’è dietro ad una allerta meteo?

C'è allerta e allerta. In meteorologia uno stato di allerta rende noto pubblicamente, o fa presente ad appositi enti ed istituzioni, di uno stato di criticità possibile a seguito di eventi meteorologici particolarmente intensi. Ma cosa spinge un previsore ad uscire allo scoperto e ad emanare un'allerta meteo?

Arrivano piogge e temporali, ma cosa c’è dietro ad una allerta meteo?

 Spesso al Meteorologo viene contestato di elaborare previsioni di comodo che dicono tutto e niente. La maggior parte delle volte queste previsioni "di massima" devono la loro approssimazione agli spazi esigui dedicati ai bollettini meteo sugli organi di informazione, mentre altre volte ad una rapida dinamicità nell’evoluzioni del tempo stesso; pensate ad esempio al passaggio e al successivo allontanamento di una rapida perturbazione.

Il lavoro però si fa ancor più delicato quando al Meteorologo viene chiesto, in previsione di taluni fenomeni intensi e/o legati a particolari criticità, di diramare una allerta. Pensate ad esempio ad una allerta neve che interessi una provincia come quella di Modena: la città giace in pianura, ma il territorio provinciale si spinge fin su in Appennino.

Ora pensate che qualora venga diramata un’allerta per neve le autorità mettono in campo mezzi spargisale, lame spazzaneve, personale specializzato, materiali e via dicendo per costi che raggiungono senza problemi anche i 10 mila euro ad uscita. Potete ben capire quanta responsabilità gravi sulle spalle di chi emana un bollettino di allerta. Pensate ora al Meteorologo cui tocchi prevedere ora per ora le condizioni meteo sulla pista del circuito del Mugello dove si corrono le gare del Motomondiale.

E ancora, immaginate di dover prevedere il tempo nei minimi dettagli lungo un tragitto che dovrà percorrere il Papa o il Presidente degli Stati Uniti in visita in Italia, magari in un mese capriccioso come il maggio di quest’anno. Capite bene che il lavoro da compiere va subito al limite della predicibilità. La regola è incontrovertibile, più si entra nel dettaglio e più si rischia di sbagliare.

Come si comporta in questi casi il Previsore? Naturalmente studia la situazione prevista fin nei minimi dettagli, tuttavia le simulazioni di cui si serve rimangono solo simulazioni, il resto rimane nelle mani, nella mente e nella sensibilità del Previsore di turno. La previsione minuziosa dunque da sola non basta. Occorre inserirla entro il contesto di destinazione immaginando anche le conseguenze di un possibile errore. Cosa succede ad esempio se il Papa prende l’acquazzone? E se scoppierà il diluvio proprio alla partenza della Moto GP? 

Per levarsi di impiccio il Previsore utilizza la regola sobria e regionevole che consiglia di emanare dapprima un bollettino di allerta meteo generica, quando vi sono buone possibilità che un evento si verifichi, pur se a qualche giorno di distanza. Si prende tempo gettando comunque l’amo. Nell’imminenza dello stesso ci si deve invece immergere nel nowcasting con satellite e radar quindi decidere se affondare il colpo definitivo esponendosi ed emanando un’allerta di alto livello, oppure tirarsi indietro e non diramare alcun bollettino.

In tutti i casi il Meteorologo sarà poi esposto al pubblico ludibrio o alle glorie del santi (a seconda degli estivi previsionali), ultimamente anche alle denunce di chi non sa che le precise leggi della Fisica soggiacciono all’evolvere caotico dell’atmosfera e fanno del Meteorologo un ambasciatore che, in definitiva, non può portar pena.

Autore : Luca Angelini