Il COVID-19 sta perdendo la sua carica virale!
Diminuisce la tempesta di citochine che portava all'instaurarsi di una polmonite interstiziale.


Ogni giorno si spera che le cose vadano meglio, poi arriva la conta dei morti, che va dai 400 ai 500 e si resta di sasso ovviamente, anche se gli esperti ci dicono che, quello delle vittime, sarà l’ultimo dato a calare.
Preoccupa anche quel dato sul Piemonte sullo stress delle terapie intensive, mentre conforta il fatto che le misure di contenimento prese abbiano raggiunto il risultato importante di bloccare il dilagare del virus. Chi ha snobbato, quasi irriso i nostri comportamenti, ora sta pagando un prezzo altissimo, come Svezia e Regno Unito.
La notizia più bella però ci arriva dagli specialisti (anche se non tutti), che finalmente fanno trasparire ottimismo dalle loro parole. Secondo diversi virologi ed infettivologi non solo i ricoveri da Coronavirus hanno perso d’intensità come numeri, ma come forza. E’ questo il dato più importante, il virus è diventato meno aggressivo, i pazienti che giungono in ospedale presentano un quadro clinico meno complicato, meno severo.
I medici stanno anche prendendo le contromisure opportune perché cominciano a conoscere meglio il nemico con cui hanno a che fare: meno casi arrivano a sviluppare quella tempesta di citochine infiammatorie, tipica della polmonite interstiziale. E’ arrivata anche la somministrazione di eparina, atta a scongiurare le micro trombosi alveolari.
Insomma c’è maggiore ottimismo, ma nessuno deve sentirsi al sicuro e tantomeno abbassare la guardia: il distanziamento, l’igiene, l’obbligo della mascherina sono fondamentali per evitare pericolose "seconde ondate" che sarebbero un brutto colpo anche sul piano psicologico.
Tra l’altro, proprio come dopo un grande incendio, compaiono sempre focolai minori non trascurabili, che covano sotto la cenere, pronti a riattivarne la portata.
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Con le contromisure adottate la necessità di avere a disposizione urgentemente un vaccino sembra scongiurata, mentre lavorare sull’utilizzo di farmaci mirati sarà il primo dovere della comunità scientifica.
Le dichiarazioni dell’immunologo Le Foche dell’Umberto I del resto hanno fatto il giro di tutti i quotidiani: "il virus si spegnerà da solo perché è simile alla Sars, ha perso la carica diffusiva e va incontro ad una sorta di estinzione programmata".
Addirittura lui è ottimista sulle vacanze: mare si e montagna anche di più, pur con tutte le precauzioni del caso.
Teniamo comunque d’occhio i focolai ed evitiamo l’errore di considerare il virus un nemico ormai sconfitto e in progressiva ritirata.
Autore : Alessio Grosso
